| 19.12.05
Ho un labbro spaccato, quello superiore; ma non proprio al centro, un po' a destra. Non so come sia successo: il freddo, forse, o il continuo morderlo e toccarlo mentre parlo con te. Fa piuttosto male. Lo bagno con la lingua anche se e' peggio, lo so: il labbro si secchera' ancora di piu', adesso. Allungo la mano a prendere il burro di cacao; la pelle alzata della ferita lascia un solco nella sua sagoma liscia; deve essere un bel taglio. E' piacevole la sensazione di qualcosa che scorre morbido sulle labbra, un surrogato piu' che accettabile, al momento. Quasi come passare le dita sui solchi della tastiera, piano, e ricavarne piacere. Piacere fisico, capisci? Mentre lo faccio chiudo gli occhi e vedo che in un altro tempo, in un'altra vita, tu noti questa imperfezione, la osservi. Hai un sorriso pericoloso e io so cosa stai per fare, lo so, maledizione. Mi prendi il viso fra le mani e vinci con dolcezza le mie resistenze. Mi lecchi le labbra, con calma. "Sai che le ferite vanno tenute bagnate - dici - altrimenti si richiudono troppo presto..." Lo stomaco e' un nodo doloroso, come spesso accade con te, e il fiato mi basta appena per risponderti scioccamente: "lo so..." mentre mi finisci: "... e io non voglio che questa ferita si richiuda." Non riesco a far altro che appoggiarmi alle tue labbra e restarci, ad ascoltare i rumori del mio respiro e del tuo. Io non lo so cosa voglio, davvero. Ho solo bisogno che tu le faccia sanguinare tutte, le mie ferite, tutte. Ma in un altro tempo, in un'altra vita.
Data creazione: 17/01/2007 @ 22:29
Ultima modifica: 17/01/2007 @ 23:04
Categoria: 2005|Micro
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