| 27.01.06
Ti lavi i denti distrattamente, nervoso per quello che dovrai fare. Non sai ancora come, esattamente, ma preferisci non pensarci perche' ogni volta che ci pensi, da due giorni a questa parte, ti sale un'erezione che sarebbe difficile nascondere, con questo pigiama triste che indossi. Ti guardi allo specchio senza vederti e senti che sta comunque diventando duro, anche solo a pensare a cosa non devi pensare. Lo spingi contro il bordo freddo del lavabo in una sorta di preghiera muta, ma la pressione ti fa eccitare ancora di piu' perche' una volta Lei ti ha detto che avrebbe voluto schiacciartelo sotto un piede.
Agitato senti lei avvicinarsi. Le fai posto nel bagno stretto, mentre si incunea fra te e la porta e va a sedersi sul water. Ti e' sempre piaciuto vederla fare pipi', tante volte hai avuto voglia di chiederle di fartela addosso, di giocare con te come una volta, ma tante volte hai rinunciato, scorgendo solo stanchezza nei suoi occhi. E stasera speri che sia stanca, stanchissima, che crolli addormentata come altre notti, che non ti veda e non ti senta, perche' quello che devi fare lo devi fare di nascosto da lei.
Vi scambiate due parole, e' finita la carta igienica, domani torno tardi, va bene, io lavo i piatti, passo l'aspirapolvere, non ti preoccupare faccio tutto io, e farai tutto te, come sempre, non c'e' problema. Lei guarda per terra, non si accorge dell'erezione che ti gonfia i pantaloni, non ti guarda piu' molto, soprattutto non da quelle parti. Eppure e' cosi' bella, mentre si torce per asciugarsi e una cascata di capelli neri le ricopre il volto. Rimani un po' li' ad ascoltare i rumori delle vostre serate che conosci a memoria: il cigolio del letto mentre si sdraia, il rumore della luce che viene spenta, del cuscino sistemato; la immagini ma puoi quasi vederla mentre si gira un paio di volte, mentre strofina i piedi fra di loro per scaldarsi. Resti ancora li', le mani posate sul bordo del lavandino e l'acqua aperta che scorre a coprire il rumore dei tuoi pensieri, realizzando finalmente che hai qualcosa da fare, stasera: ti e' stato chiesto e tu lo farai. Inutile chiedersi se sia una cosa giusta o sbagliata, inutile farsi prendere dai dubbi o dai sensi di colpa: ti e' stato chiesto e tu lo farai.
Ti viene duro e stavolta non ti freni, assapori la sensazione di tensione che ti parte dal cazzo e ti irrigidisce tutto, lasci che ti dia alla testa. Ci vuole cosi' poco per farti andar fuori di senno, bastano poche parole, ben dette, e una richiesta. Quando entri in camera da letto e' accesa solo la luce sul tuo comodino, lei e' girata e ti da' le spalle, come sempre. Sotto le coperte fa freddo, ancora, avresti quasi voglia di strisciare dalla sua parte e abbracciarla, e incastrare le tue ginocchia fra le sue gambe e posarle una mano sul seno, ma non ti va piu', e se ti andasse non e' questa la sera adatta per farlo. Non devi fare nulla di diverso dal solito, stasera, non devi comportarti in modo strano, quindi le auguri buonanotte e aspetti la sua solita risposta biascicata.
Ti giri anche tu, prendi il libro e fai finta di leggere. Sei quasi da solo, adesso, e puoi lasciar correre i tuoi pensieri alle parole esatte che ti sono state dette, puoi ricordare il colpo che ti ha preso, mentre leggevi la Sua richiesta, quando per un attimo hai pensato: no, questo no. Sei rimasto parecchio a fissare il niente, senza un pensiero che ti girasse in testa tranne quel no, questo no. Poi qualcuno ti ha distratto, ti sei accorto di averlo durissimo e dolorante e hai capito che non c'era nulla che non avresti fatto, per Lei. Ti piaceva che Lei ti avesse chiesto una cosa che non eri disposto a fare. Avresti dovuto costringere te stesso e bastava questo a farti girare la testa, a non farti capire piu' niente. Come quasi tutto quello che succedeva con Lei quello che provavi era di una potenza da lasciarti stordito, ma forse stavolta ancora di piu'.
Mentre giri una pagina che non hai letto ascolti il suo respiro, aspetti che si faccia piu' profondo e lento. Hai voglia di toccarti, ne hai una voglia assurda, che non credevi neanche possibile, mesi fa. Ma devi aspettare, aspettare. Questo devi fare. Leggi anche qualche pagina, senza capire neanche una frase ma leggi, che un'ora altrimenti e' lunga da far passare.
Quando finalmente sei sicuro che lei dorma, che non possa svegliarsi, quando l'ora e' passata, ti dici che adesso e' il momento di farlo, e spegni la luce. Ti tremano le braccia mentre fai leva, con delicatezza, sugli avambracci e ti giri a pancia in sotto. C'e' da aspettare ancora, adesso, per essere sicuri che lei non si sia svegliata, che nulla l'abbia fatta sussultare. Poi ti muovi di qualche millimetro, all'inizio, poi un po' di piu', strusciando l'erezione sul materasso. In testa ti rimbombano le Sue parole, e davvero ti sembra che non ci sia nulla di piu' bello che strusciarsi contro il lenzuolo, se te l'ha chiesto Lei di farlo. Davvero ti sembra che il tuo cazzo non possa servire a nient'altro se non a darLe modo di eccitarsi immaginandoti li', a muoverti pianissimo e a soffrire per la mancanza di una mano calda o di una bocca intorno a quell'erezione dolorante.
Il cuore ti batte a mille, perche' quello che stai facendo e' proibito, piu' ancora che farsi seghe in bagno, piu' ancora che toccarsi, pieno di brividi, davanti ai Suoi occhi glaciali. Quello che stai facendo era quello che avevi giurato non avresti mai fatto, e invece ora lo stai facendo per Lei. E il cuore ti batte cosi' forte che temi possa svegliare lei, e sei cosi' eccitato che speri solo di non venire adesso, anche se sai che Lei ne sarebbe estasiata.
Lentamente, respirando pochissimo, torni a metterti su un fianco, a dare le spalle a lei come lei le da a te: due parentesi disegnate in modo sbagliato, che non racchiudono niente. Di nuovo ascolti i rumori della vostra casa di notte e il suo respiro lungo, e ti maledici per quel tremore che ti ha preso - freddo, paura, eccitazione, chi lo sa cos'e' - e aspetti ancora un attimo prima di infilare una mano sotto l'elastico e stringere il cazzo in mano, con forza. Sussulti come se ti avessero dato una scossa ai testicoli poi ti immobilizzi terrorizzato, che le reazioni del tuo corpo non le avevi calcolate. Non succede niente; c'e' solo una sirena in lontananza, da qualche parte nella citta', ma lei dorme ancora, ignara.
Fai scorrere piano la mano su e giu' sul cazzo che raramente senti cosi' duro, con il solco sotto la cappella cosi' profondo e turgido; le gambe piegate e le dita dei piedi che si incrociano fra loro. Pensi alle cose che Lei ti ha detto che vorrebbe farti e senti che stai gia' per venire, che non durerai molto, che la testa e' partita e il resto la raggiungera' presto.
Godi e soffri, insieme, che la cosa piu' difficile, lo stai scoprendo adesso e non l'avresti mai immaginato, e' costringerti a rimanere vigile quando tutto il tuo essere vorrebbe lasciarsi andare, lasciarsi travolgere dal piacere e dalle emozioni: non devi emettere nessun suono, nessun sospiro, non devi neanche muovere la mano velocemente, devi controllare che lo sfregamento non faccia rumore contro il piumino, devi stare attento a mille cose e non puoi lasciarti godere. Sara' un piacere a meta', perche' cosi' ha deciso Lei per te e ti senti venire al solo pensiero di consegnare, dopo il tuo cazzo e la tua vergogna, anche il tuo stesso piacere nelle Sue mani, lasciare che lo modelli come vuole, secondo ogni Suo capriccio.
Ti e' stato chiesto di venire nella mano, di non usare fazzoletti, di dormire lasciando lo sperma a seccarsi sul cazzo e sul pigiama, e tu questo stai facendo, mordendoti un labbro per non urlare nel silenzio della camera da letto, costringendo la tua mano a muoversi piano, sempre piu' piano mentre lo sperma esce in fiotti densi e caldi e ti imbratta i pantaloni.
Non dovresti avere questo mezzo sorriso, nel buio, la testa che ti scoppia di piacere trattenuto e il cuore che ancora fatica a trovare il suo ritmo normale; quello che hai appena fatto non si fa, ma ti e' stato chiesto e tu l'hai fatto. A tutto il resto, al pigiama, all'odore di sesso che ti invade le narici, al respiro addormentato che ancora segna il tempo dietro di te, ci penserai domani.
Data creazione: 17/01/2007 @ 19:22
Ultima modifica: 17/01/2007 @ 22:36
Categoria: 2006|Racconti
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