| 08.03.06
vieni qui, donna.
fatti prendere per un polso e spingere a sedere su questo divanetto. hai mani piccole e unghie curate o mani larghe e rovinate, che parlano di te. mettiti comoda: seduta composta, le gambe incrociate perche' non ti lasci andare facilmente, o abbandonata a gambe aperte perche' hai timore di apparire repressa. rilassati, rigirati una ciocca di capelli fra le dita o mangiati le unghie; ondeggia il piede nel vuoto o ridi nervosa, ma rilassati. non pensare a lui. ci siamo io e te qui, adesso. siamo sole.
e' bello questo vestito che porti, ti accompagna i seni abbondanti e i fianchi larghi, femmina di monili. mi piacciono i tuoi jeans e la maglietta striminzita: sei giovane dentro e sorridi agli anni che passano. e non ti nascondere, ti prego: levati il maglione, sbottonati la camicia, lascia che veda la tua pelle, le imperfezioni che ti rendono unica.
lasciati andare, donna. lascia che mi sieda vicino a te e ti guardi, che mi piace scrutarti, in ogni angolo dello sguardo, in ogni pelo, in ogni ruga, quelle che hai e quelle che avrai fra anni. non pensare la lui, smettila. quando siamo sole esistiamo solo noi, e bastiamo a noi stesse, che credi.
fatti sfiorare le labbra con un dito e guardami mentre mi avvicino. guardami la bocca, adesso: sto per posarla sulla tua. non aver paura se non l'hai mai fatto, fidati di me, ti accompagno io. e se l'hai gia' fatto troppe volte non pensare che sia lo stesso: io ti bacio perche' ne ho voglia, perche' le tue labbra sono le mie, perche' sento di poterti far piangere, non perche' qualcuno si eccita a guardarci. non e' lo stesso, vedrai.
respira, donna, che l'apnea ti colora le guance. dai, ridi pure, imbarazzati ma solo un attimo, che io resto seria, sorrido e ti aspetto. torna da me, avvicinati tu, stavolta, con la voglia di sentire di nuovo le mie labbra sulle tue. osa, donna. non dare ascolto ai battiti del tuo cuore, smettila di pensare, che per quello basto io. avventura la lingua in spazi sconosciuti, esplorami. o aprila, la bocca, e aspetta che sia io a bagnarti tutta, a leccarti il volto e le ciglia.
come sei bella.
ma si, ma si, con tutti i difetti che hai, non ha importanza. sei bella perche' sei tu, perche' hai un universo intero racchiuso dentro e io sono fortunata a poterti rimirare, a intravederne uno scorcio. vieni qui, fatti abbracciare, fatti slacciare questo reggiseno inutile, che i tuoi seni sono belli comunque. ho le dita fredde, scusa, ma e' bello sentirti rabbrividire sotto di me.
sdraiati. si, adesso. no, aspetta, metti questo cuscino sotto la testa, mettiti comoda, rilassati, respira. non serve che ti metta in una posa intrigante, non mi interessa. va bene cosi', sdraiata semplicemente, le gambe dritte, le mani vicino al collo. lascia che sia io a fare tutto, ad alzarti la gonna o ad abbassarti i pantaloni. fammi posare le labbra sul cotone morbido e odoroso, sulla microfibra che non traspira, sul pizzo che ti fa sentire bella, su qualsiasi cosa tu abbia indossato, stamattina, per venire da me.
sshhhh... non parlare, non devi raccontarmi niente. non ho bisogno che tu mi faccia eccitare raccontandomi le mie fantasie, non ho bisogno di sentire i tuoi gemiti amplificati per godere di te.
rimani pure in silenzio.
perditi, soltanto, nel piccolo spazio fra la mia bocca e il tuo sesso. non pensare a niente, se puoi. ascoltati. ascolta il tuo respiro che si fa piu' veloce. chiudi pure gli occhi, che lo so come sono, i tuoi occhi, e lo sguardo da troia con me non serve. davvero. pensa solo a te stessa, per una volta. fregatene di me, prova a fregartene.
e non ti preoccupare se non vieni. se stai pensando ad altro o se adesso non ti va, se sei stanca o troppo emozionata; se sei appagata cosi', se non sei mai venuta e hai sempre finto. se semplicemente preferisci cosi'. a me non serve sentirti godere per essere felice, sai? mi basta poterti sfiorare ogni tanto con lo sguardo, con un dito, con le parole. mi rende felice toccarti, tutto qui. non mi devi niente.
fammi sdraiare qui vicino per un attimo, donna di sole o di vento. a guardarti tutta, tutta intera, a leccarti via questa lacrima - dio, come e' salata - a dirti quanto ti amo, cosi' come sei.
Data creazione: 17/01/2007 @ 18:58
Ultima modifica: 17/01/2007 @ 22:34
Categoria: 2006|Racconti
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