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2006|Racconti - Ironic

08.04.06


Delle volte penso che è proprio un bel tiro questo di farci incontrare a questo punto delle nostre vite.
Uno scherzo del destino, quasi. Non trovi?

Penso a come sarebbe poterti dire tutto quello mi viene in mente, liberamente, e non essere costretta a scriverlo da qualunque parte mi capiti, pur di liberarmene.
Come sarebbe non doversi ripetere che ci sono milioni di cose che vorremmo dirci ma dirsele invece, queste cazzo di milioni di cose; una alla volta o tutte insieme in una intera nottata, per esempio.

Ne ho passate tante di nottate a parlare con qualcuno in macchina, in quell'atmosfera sospesa di tempo che passa lentamente - ma comunque passa - e alla fine il cielo si rischiara, gli occhi pizzicano di sonno mentre la gente si risveglia e nonostante tutto hai ancora tante cose da dire, tante, e non vuoi andartene.
Ancora cinque minuti, ancora cinque minuti.

Ne ho passate tante e pagherei per poterne passare una con te, una sola, senza pensieri che non siano quelli di doversi svegliare fra un ora per andare a lavoro. Senza sensi di colpa che non siano quelli di aver consumato un serbatoio di benzina a stare fermi e a tenere il riscaldamento acceso tutta la notte.

Mi piacerebbe non dovermi fermare, ogni volta che ci arriviamo vicini, ogni volta che tentacoli di parole si avventurano troppo in là rischiando di ferire da ogni dove.
Ferendo.
Mi piacerebbe qualche volta non avere vincoli e affondare senza pietà fino a sentirti vibrare l'anima, battere il cuore, mancare il respiro. E sapere che poi sarà il tuo turno, che sai come fare e che mi farai sussultare e chiudere gli occhi, e non ci sara' posto dove rifugiarmi.

Amerei giocare a fare la ritrosa, osservare il tuo negarti sottile; che noi due siamo troppo simili e la seduzione non funzionerebbe, sarebbe guerra; e che guerra... di quelle da scriverci un romanzo su', dopo, rincoglioniti di sonno e inebriati di altro.

E non sarebbero solo parole, oh no. Certo, ci sarebbero anche quelle perché siamo bravi a dirci cose, lo siamo sempre stati e non sappiamo rinunciare a usare la testa, a masturbarci il cervello.
Ma ci sarebbe dell'altro.

Poter sapere che effetto fa stare vicini; girati sul sedile fino a trovarci uno di fronte all'altro e aspettare per esempio che tu trovi il coraggio e mi sfiori il collo in una carezza che non osa andare da nessun'altra parte.
E all'inizio sara' solo quello, uno sfiorarsi.

Poi riuscire a posare una mano sul tuo ginocchio - che è lì a un soffio - solo posarla con un gesto incurante e vedere cosa succede.
E sarebbe tutto così denso. Ogni passo avrebbe bisogno di conferme, di sguardi e di parole. E sarebbero parole bellissime che non vorremmo mai dimenticare. E sorrisi.

Ubriacarsi di tensione, questo sarebbe.

Far passare il tempo mentre ci si racconta, mentre ci si rassicura, e lasciare che la confidenza aumenti lenta ma inesorabile, che le mani si muovano appena guadagnando terreno ad ogni carezza, che conquistino territori dopo territori finché sarà naturale per me sfiorarti le cuciture della tasca, scivolarti lungo l'inguine e infilarmi fra le tue gambe.

Sarebbe bello aspettare che tu chiuda gli occhi e poi risalire sfiorandoti da sotto in su' con il dorso del dito.

Studiarti il volto per leggervi le emozioni, anche quelle invisibili, anche quelle che non vuoi mostrare, il cuore che batte forte per l'ardire e nessun rumore se non il fruscio della mia mano sulla stoffa mentre torna verso il tuo ginocchio e si concede un'incertezza che ti fa trattenere il fiato.
Riparte invece.
Quadricipite, inguine e poi giu', sfiorandoti il cazzo - stavolta - ma senza fermarsi, ruotando per infilarsi aperta sotto di te, il palmo che ti sfiora i testicoli, il medio che si alza e tocca vago la' in fondo facendoti spalancare gli occhi e contrarre tutto il resto, cuore compreso.

Potremmo scambiarci un sorriso confuso, noi due, una parola sussurrata che non verra' capita ma non importa e la mia mano, tornando indietro, si chiuderebbe intorno alle palle morbide stringendo piano ma fino in fondo, a riempirmi della sensazione di averti, tutto, fra le dita.

E poi avvertire il bisogno quasi fisico di far calare la tensione con una battuta, che piu' di cosi' non si puo' sopportare, dover tossicchiare per non parlare con quella voce roca da sesso che peggiorerebbe solo le cose.
Anche questo, sarebbe.

Guardarti mentre esplori il mio profilo navigandomi addosso con dita leggere fino alle labbra, fino ad insinuare un dito oltre la barriera dei denti socchiusi. Leggerti negli occhi la voglia di baciarmi e il tuo frenarti perche' conosci il potere dell'attesa, come me d'altronde, e al momento ti basta anche solo scoparmi piano la bocca con quel dito, fermandoti solo per asciugare la goccia di saliva che mi luccica all'angolo delle labbra e rimettendolo dentro con piu' foga, strappandomi gemiti.

Dio, avere tutta una notte per poter superare, ogni minuto, il limite che ci eravamo posti poco prima.
Fermarsi si', ma solo per riprendere fiato, per rallentare godendosi ogni istante con la certezza che certe sensazioni non potranno mai piu' essere le prime, mai piu' essere cosi' belle.
Fermarsi e guardarsi, solo guardarsi, per imprimersi nella memoria quegli occhi.

Concedersi questo attimo di tregua in cui scrivere qualcosa di stupido sui vetri appannati e poi ricominciare la nostra piccola guerra sfidandoci con gli sguardi, ferendoci con soddisfazione, curandoci a vicenda finche' alba non ci separi.

-

Delle volte penso a come sarebbe tutto questo con te. Penso che è proprio un bel tiro questo di farci conoscere a questo punto delle nostre vite.
Uno scherzo.
Proprio un bello scherzo del cazzo.

-

A little too ironic, and yeah I really do think>
(Alanis - Ironic)



Data creazione: 17/01/2007 @ 18:38
Ultima modifica: 17/01/2007 @ 22:30
Categoria: 2006|Racconti
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Commenti:


Commento n° 2 

da attilio il 02/06/2008 @ 20:04

nn sono d'accordo con lucignolo,

le donne che ho conosciuto io hanno quasi sempre preso loro l'iniziativa se no nn ci saremmo mai conosciuti

il guaio è che io mi sono sempre spaventato e quindi ho sempre alzato muri per proteggere la mia anima e così ho sempre perso.

 


Commento n° 1 

da Lucignolo il 16/06/2007 @ 11:07

sto leggendo tutti questi racconti, questo è stato letto 352 volte e nessuno ha lasciato una riga...Non è giusto chi scrive lo fa per se e per noi, e allora eccomi a lasciare un commento:
vorrei davvero incontrare una donna così sensuale ed audace, una donna intraprendente, che ti metta le mani addosso per prima, senza pudore, perchè gli piace il tuo corpo e lo desidera come tu desideri il suo. Invece purtroppo, le donne, quelle che ho conosciuto io, al inizio restano passive, recitano la parte della bistecca (quella che immobile si lascia battere dal macellaio) si abbandonano e lasciano fare...anche agli uomini piace sentirsi desiderati, essere corteggiati...io trovo estremamente eccitante sentire una donna che mi accarezza, che si strofina su di me, che mi lecca per sentire sapore della mia pelle....



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