| 27.06.06
Camminiamo in tondo - come due animali che si studiano - sotto le fronde di un salice che a tratti ci nasconde, che rivela solo frammenti di noi. Ci muoviamo lentamente, guadagniamo tempo, anche se di tempo ne abbiamo poco. Siamo distanti, ma gli occhi si riallacciano od ogni spiraglio, seri. C'e' un silenzio totale, in questa notte estiva lontano dal mondo. Bello il rumore dei nostri passi sulla terra morbida, lo scricchiolio di qualche ramo che si spezza. Una macchina in lontananza, attutita da questa cupola che ci avvolge, non basta a riportarci alla realta'. Siamo qui da quanto? A girare piano, come in una giostra d'altri tempi, a vedere chi fara' il primo passo, e in che direzione. Allungo una mano e lascio che le foglie morbide della pianta mi scorrano sul braccio in una lunga carezza. Ho voglia delle tue mani su di me. I rami si aprono come un sipario, ricadono ondeggiando. Stiamo disegnando una spirale, come relitti intrappolati in un gorgo, scrutandoci gli occhi in apnea. Sempre piu' vicini, con una naturalezza disarmante. I tuoi occhi. Sono qui davanti a me, ora. Potrei sfiorarli facilmente, chiuderli con un tocco e tornare a respirare di nuovo. Ma non voglio. Lascio che mi si posino sui fianchi, sul collo, sulle labbra. Che anticipino senza parole il percorso della tua mano fra qualche istante. Devo aspettare solo qualche istante. Solo qualche istante.
Data creazione: 03/01/2007 @ 15:03
Ultima modifica: 12/06/2007 @ 11:07
Categoria: 2006|Micro
Pagina letta 2973 volte
Anteprima di stampa
Stampa pagina
|