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2006|Micro - Dormiveglia

19.04.06


Ileana dormiva quando lui le si giro' contro abbracciandola, mezzo addormentato ma con un improvvisa e irrefrenabile voglia addosso. La strinse nell'unico modo che poteva superare le barriere del suo sonno - altrimenti solidissime - premendole l'erezione addosso.

Lei reagi' subito, ruoto' la testa con gli occhi ancora chiusi ma spingendo avanti la bocca aperta alla ricerca della sua lingua, inspiegabilmente gia' eccitata come se fossero stati li' a smucinarsi da ore.
Si baciarono scambiandosi saliva, al buio e nel silenzio di quell'ora strana e sconosciuta nel bel mezzo della notte; un bacio insolitamente lungo.

Ileana si giro' del tutto schiacciandosi contro di lui, restia ad abbandonare quello stato di grazia al margine del sonno che le spegneva il cervello lasciandola solo corpo.
Era una sensazione cosi' bella e rara: di se' stessa percepiva solo la bocca e la fica, entrambe aperte e vuote, come se ogni altro pezzo fosse inutile, o proprio non esistesse.
"Mettimelo dentro, in bocca" biascico' allungando una mano a sciogliersi i capelli dalla coda che gia' le dava fastidio contro il cuscino.
Il materasso vicino alla sua testa si piego' sotto il peso delle ginocchia di lui e il cazzo morbido le tocco' le labbra. Non esito' neanche un secondo, non era tempo quello per i giochetti: lo accolse in bocca con un lieve risucchio e ci si attacco' mugolando.
Gli infilo' una mano in mezzo alle gambe e se lo spinse dentro premendogliela di piatto sulle natiche, sulla schiena. Lo forzo' dentro fino a lacrimare, respirando a fatica e bagnandosi fra le gambe.
Si stacco' solo un attimo per riprendere fiato, per ingoiare la saliva, per incitarlo a scoparle ancora la bocca. Lui punto' i pugni sul materasso oltrepassandola, stringendo i glutei ogni volta che le affondava dentro, uscendo alla fine con uno sforzo di volonta' ma solo per spostarsi fra le sue gambe aperte.
Si bagno' labbra e mento nelle sue pieghe umide stupendosi ancora una volta di quella dolcezza insolita ma Ileana gli scivolo' via da sotto girandosi e mettendosi carponi, la schiena nuda come uno scivolo disegnato dallo spacco fra le cosce ai capelli sparsi sul cuscino.

Le prese le natiche fra le mani aprendola, i pollici che scavavano e separavano e la scopo' cosi', guardandola, guardandosi, col sottofondo dei suoi gemiti.
Lei si obbligo' a stare ferma, a non andargli incontro lasciando a lui la scelta del tempo.
E il tempo era lento e profondo; le mani di lui non la lasciavano mai continuando ad aprire, affondandole i polpastrelli nella carne, usando la presa per muoversela contro.

Ileana apri' la bocca per accogliere un immaginario cazzo grande e durissimo.
Glielo disse, prima in un sussurro poi gridandolo, quasi, in mezzo ai gemiti e all'ansimare controllato di lui, che voglia ne aveva. Gli disse che voglia ne aveva in quel momento, li' con loro, e che voglia ne aveva sempre avuto.
Gli disse quanti ne aveva presi, prima di lui, quanto le erano piaciuti, come l'avevano aperta e riempita e poi di nuovo, ossessivamente, quanti ne aveva presi, come l'avevano aperta, quanto le erano piaciuti, che voglia ne aveva, adesso...
Morse il cuscino quando lui venne urlandole addosso e spingendoglielo in fondo ad ogni stretta, ad ogni schizzo.
Aspetto' che lui si calmasse, che la riempisse di baci e carezze sulla schiena, sul sedere, sul collo leggermente sudato e poi si accascio' rilassando la schiena, sorridendo, gli occhi ancora testardamente chiusi.

Poco dopo dormiva di nuovo, Ileana - incredibile ma vero - come se quasi niente fosse successo.



Data creazione: 03/01/2007 @ 15:02
Ultima modifica: 12/06/2007 @ 11:06
Categoria: 2006|Micro
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