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2006|Racconti - Drop #2

13.12.06


"Piace l'uovo sbattuto?"
Luna si mette su un gomito e lo fissa.
Lui stringe gli occhi.
"Perche'?"
"Beh..." fa lei passandogli un dito sulle labbra e scendendo a sfiorargli il cazzo morbido.
Lui sorride enigmatico, per niente offeso.
"E' tutta la notte che ti scopo, puttanella, se non mi fai dormire un paio d'ore..."
"Nisba. Non si dorme stanotte."
Dice risalendo con dita leggere la sottile linea di peluria.
Lui ride e incrocia le braccia dietro la testa.
"Va bene, non si dorme. Cosa propone lo chef per secondo, allora?"
"Il secondo l'hai gia' avuto."
"Ah si? E qual'era? Fotterti piegata sul divano?"
"Na."
"Portarti in giro al guinzaglio come una cagnetta ubbidiente?"
"No..."
"Riempirti di cazzi e lasciarti li' a grondare?"
"Ma no, dopo, dopo; quello faceva sempre parte del primo."
"Cazzo, comincio a confondermi..."
Luna ride.
"Anche io."
Lui non risponde.
"Hai sonno?"
"Sto bene, sono rilassato."
"E sei felice?"
"Si - dice guardandola negli occhi - completamente."
"E ti piace l'uovo sbattuto?"
Le sorride rigirandole una ciocca di capelli fra le dita.
"Si, ma saranno vent'anni che non lo mangio."
"Anche io, ma mi e' venuta all'improvviso una voglia pazzesca. Vado a farlo. Con un goccio di caffe' dentro, ok?"
"Fai tu."
Luna si alza e si infila il completo di raso nero che hanno comprato insieme.
"Non e' che quando torno ti trovo addormentato?"
"E' molto probabile, mia geisha."
"Ti svegliero' sai?"
"Certo."
"E non avro' nessuna pieta'."
"Ho fiducia nelle tue spiccate tendenze sadiche..." Risponde lui con gli occhi gia' chiusi e biascicando le ultime parole.
"Andato." Fa Luna girandosi divertita.

Quando torna lui dorme, come previsto. Si siede sul letto e lo guarda, ne ammira le forme, si complimenta con se stessa in un moto di infantile orgoglio.
L'uovo montato, stemperato da un goccio di caffe', e' una crema morbida e densa che cade dal cucchiaino e si deposita in una grossa goccia sul ventre piatto dell'uomo.
Luna si china a leccarlo ma lui non da' segni di vita.
Lascia cadere un'altra goccia fra le sue labbra socchiuse e stavolta ottiene qualche reazione.
"Mmmh, buono."
"Ciao, ben svegliato."
"Quanto ho dormito?"
"Un paio d'ore." Gli dice imboccandolo con altra crema e cercando di restare seria.
"Bugiarda..."
La fissa per un attimo poi di colpo la abbraccia e la rigira sul letto salendole sopra, sedendosi sui suoi fianchi.
"Pazzo! Ho questa cosa in mano!" Urla Luna che cerca di tenere dritta la tazza.
"Ma se sei bravissima. Guarda, non ne hai rovesciato nemmeno un po'."
Ride lui stringendole le gambe fra le sue.
"Sei meglio delle cinesine del circo, quelle col piattino che gira sul bastone... quasi quasi ti faccio fare un'altra capriola!"
"Non ci provare."
Le leva la tazza dalle mani e la posa sul comodino. Luna tira fuori la lingua in una muta richiesta, lui riempie un cucchiaino e glielo fa colare in bocca.
"Lo faresti venire duro a un morto, cazzo..." sussurra mentre lei ingoia.
"Ancora."
"Certo, quanta ne vuoi, ma manda giu' senza chiudere la bocca." Blocca sul nascere le sue proteste e le versa la crema sulla lingua.
Luna ha uno sguardo divertito e non sa bene cosa fare; non c'e' niente da ingoiare finche' la crema resta li', pero' sta colando giu', verso la gola. Manda indietro la testa per aiutare la discesa e aspetta; quando sente che arriva in fondo, appena prima che la strozzi, deglutisce a fatica chiudendo gli occhi, la bocca bene aperta.
"Contento, Eymerich?"
"Non ho nemmeno cominciato, con te."
"Adoro quando fai il tono da inquisitore..."
"Oh, lo so."
"Ah si?"
"Si. Ti piace da morire. - Sposta una mano in mezzo alle sue gambe - E ti bagni come i cani di Pavlov col campanello... Stasera al ristorante ti parlo con questo tono e ti faccio bagnare la sedia."
"Ma quelli sbavavano dalla bocca!"
"E' uguale, e' un riflesso condizionato."
Luna ride e si agita al solo scopo di farsi stringere di piu', di farsi imprigionare le mani sul cuscino.
"Smettila." La placca con facilita' e le alza la tunica sopra il seno.
Altra crema gialla cade sul seno e sul ventre facendola inarcare. Lui lecca e succhia, la riempie di brividi e le tortura i capezzoli.
"Ma la stai mangiando tutta tu, non e' giusto!"
"Liberati, se ne sei capace."
Ma Luna non ci pensa nemmeno. Non si muove neanche quando lui le lascia i polsi e scende a sfilarle i pantaloni, ad allargarle le gambe e a farle colare cucchiaiate dense di crema sulla fica che poi mangia dalla sua pelle.
Luna geme afferrando le sbarre di ferro battuto, piega le gambe per farsela scendere piu' dentro, per sentire la sua lingua che la fruga.
Quando meno se lo aspetta lui le torna vicino e la bacia con labbra appiccicose.
"Ti penti, eretica?"
"Di cosa?" fa lei con un filo di voce.
Due dita le entrano dentro a forza.
Luna annaspa.
"Allora? Ti penti?"
Le dita diventano tre e la scavano facendola contorcere.
"Ma di cosa, cazzo, come faccio a pentirmi se non so nemmeno di cosa sono accusata?" Ride Luna fra i gemiti.
"L'hai voluto tu, orrenda peccatrice!"
"Orrenda sara' tua sorella!"
La prende e la ribalta come fosse un fuscello, incurante delle sue urla divertite.
Una mano in mezzo alla schiena la tiene giu', un'altra le divarica le natiche.
"Oddio..."
"Ah! Adesso invochi il Signore, eh?"
"Lo invoco si', stronzo, ho il culo dolorante, e' tutta la notte che me lo fotti!"
"E sto per farlo ancora, miscredente! La punizione divina si abbatte su di te!"
Luna inarca la schiena e alza il sedere.
"E allora fottimi, stronzo - dice con voce bassa e roca - mettimelo nel culo e fammi male, se ci riesci."
"E' il diavolo che parla attraverso la tua bocca, e' mio dovere liberarti dal maligno!" Enuncia lui con tono da invasato.
Luna affonda un sorriso nel cuscino.
"Ah, e questo sarebbe il sistema?"
"Il. Migliore." Sussurra lui serio mentre il cazzo scivola senza fatica dentro di lei.
Luna solleva la testa trattenendo il fiato. Viene scossa da un brivido quando le arriva in fondo, poi si rilassa con un sospiro.
"Vieni giu', Eymerich dei miei stivali, baciami almeno."
Lui le si sdraia sopra, incrocia le mani con le sue, la stringe e le sfiora le labbra.
"Ha funzionato il tuo uovo sbattuto, visto?"
"'Fanculo, dopo me lo rifai."
"Con estremo piacere, strega infedele."
"Io intendevo l'uovo con lo zucchero..."
Lui le spinge a fondo il cazzo facendola sussultare.
"Io no."



Data creazione: 01/01/2007 @ 20:53
Ultima modifica: 12/06/2007 @ 11:02
Categoria: 2006|Racconti
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Commenti:


Commento n° 1 

da giuseppe il 30/12/2007 @ 16:52

molto bello!!Posso invidiarvi?

                    Giuseppe



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