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Racconti - Era tutto buonissimo

14.01.09

- Dai, prendetene ancora, poi mi resta tutto se no...
Paola cerca di versare altre lenticchie nel piatto di Giovanni e sua moglie.
- No no, basta, grazie. Davvero, grazie - dice Nora allungando una mano sul piatto.
- Erano buonissime.
- Ma dai, altre due...
Alfredo si stravacca sulla sedia carezzandosi la pancia con la mano.
- E smettila no? Ti hanno detto di no, è no.
- Pensavo che magari facevano i complimenti...
- Erano buonissime, davvero. - Nora si sporge sul tavolo per rassicurarla.
Giovanni approva entusiasticamente.
- E anche il cotechino, ottimo.
- E' la ricetta di mia madre, la faceva sempre...
- Oddio! - esclama Alfredo - ce l'hai già raccontata l'anno scorso sta cosa delle lenticchie, e basta, no?
Nora si rivolge alla donna.
- Davvero? Ti ha insegnato tua madre?
Il padrone di casa sbotta a ridere.
- Chi, quella vecchia rincoglionita? Ma se non la riconosceva nemmeno - e indica la moglie con un pollice - la cacciava via di casa con la scopa e si faceva fregare i soldi dalla badante, che cazzo vuoi che insegnasse...
- Beh, sì, alla fine, quando era malata, ma prima era...
- Ma che cazzo stai a di'. Dai, partitina a poker? Leva 'sti piatti, Pa'. Renditi utile.
Nora guarda suo marito.
- Io veramente sarei un po' stanca...
- Beh...
- Dai, non fare la solita rompicoglioni, tuo marito non vede l'ora. Vero Giovanni?
- Magari solo una, così per la tradizione...
- Lo vedi? Tu lo castri questo poveraccio.
Nora liscia una piega sulla tovaglia.
- Ok, solo una - e cerca di sorridere a Paola. - Tu sai giocare?
- No! - Risponde Alfredo per lei mimando un pupazzo a molla - ma almeno tiene le carte in mano!
Ride guardandoli in cerca di approvazione.
Nora arriccia un labbro fissandosi le mani, Giovanni sorride guardando Paola con aria di scusa.
- E lei? E' capace di giocare? - chiede Alfredo indicando Nora.
Lei scatta come una biscia.
- Sono qui eh, Alfredo? Puoi chiederlo anche a me.
Ma lui da un leggero pugno sulla spalla dell'altro uomo.
- O è più brava in certe altre cosette, eh?
Giovanni sorride imbarazzato.
- Dai Alfredo.
- Eh? Eh?
- Ma insomma! - sbotta Nora.
- Su, facciamo questa partita! - esclama Giovanni prendendo il mazzo di carte.
- Hei, bella, non te la sei mica presa, no? - sghignazza Alfredo - Oh, che fai, non mi rispondi? Ignorantona! E poi fa la signora elegante...
Nora lo ignora e si gira verso il marito.
- Forse è meglio se andiamo.
- Se la tira, la tua mogliettina eh? Cazzo se se la tira. Almeno è brava a fare i pompini o no?
- Ma! - la donna salta sulla sedia.
- Oh, e che ci sarà di male? Paola per esempio, non sembrerebbe, ma è proprio brava. Vero Pa' che te la cavi coi pompini?
- Dai basta, Alfredo, giochiamo- dice Paola.
- Non dirmi cosa devo fare! - le urla addosso - Te l'ho detto un milione di volte! Non devi dirmi cosa devo fare!! Hai capito?
Restano tutti in silenzio per qualche secondo.
- Giovanni, "sul serio", andiamo via - dice Nora guardando il marito.
Alfredo salta in piedi rovesciando la sedia.
- Voi non andate da nessuna parte!
- Come scusa? - chiede Nora.
- Siamo stati bene, Alfredo, ma siamo davvero un po' stanchi ora - fa Giovanni.
- Te lo mette proprio nel culo quella, eh? Giovannino... Proprio come a lavoro! Te lo fai mettere da tutti! Mi sa che ci godi pure!
Nora scatta in piedi.
- Ma tu sei matto! Puoi darci i cappotti, Paola? Per piacere?
Paola cerca di alzarsi ma Alfredo le prende per un braccio e la ricaccia giù.
- Paola fa quello che dico io, e io dico che voi ora vi sedete e ci facciamo questa cazzo di partita a poker! O dovete pure rovinarmi il capodanno eh?
- Non se ne parla neanche. Io voglio andare via. Giovanni?
- Giovanni? - dice Alfredo in falsetto - prendimi il cappotto. Giovanni? Mettimelo in fica.
- Sei ubriaco, Alfredo - dice Giovanni - noi andiamo.
- Ecco. Vado a prendere i cappotti.
- Io non sono ubriaco, che cazzo stai dicendo! - Mette le mani sul bordo del tavolo e glielo spinge addosso.
- Oh! Ma sei impazzito??
- Io non sono ubriaco! Come cazzo ti permetti! Sei mio ospite in questa casa, mangi a sbafo e poi mi offendi dicendo che sono ubriaco? Ma come cazzo ti permetti! Come cazzo ti permetti!
- Alfredo, per piacere... - Paola sembra volersi sciogliere sulla tavola - stavamo così bene...
- Tu sei pazzo! - urla Nora tornando dalla camera da letto con i cappotti in mano - sei completamente pazzo! Tieni Giovanni, andiamo.
- Tu non ti muovi di qui, deficiente! Quella ti tratta come una pezza da piedi, non lo vedi? - Alfredo prende Paola per i capelli e la strattona indietro - Ora ti faccio vedere!
Paola alza una mano a mezz'aria e la lascia lì.
- Alfredo dai, ti prego...dopo. Dopo.
- Dai Alfredo, smettila, abbiamo capito, non c'è bisogno. - dice Giovanni.
- Ma che cazzo vuoi!! Vieni a casa mia e ti permetti di dirmi cosa devo fare? Io faccio quello che cazzo mi pare con mia moglie, chiaro? Tu sei mio ospite e devi solo stare zitto e basta. Zitto, capito?
Con la mano libera Alfredo comincia a slacciarsi i pantaloni.
- Guarda!
- Smettila adesso, Alfredo! - urla Giovanni - Basta, lasciala andare!
Nora tira fuori il cellulare dalla borsa.
- Questo è impazzito... Io chiamo la polizia. Io chiamo la polizia, cazzo.
- No! - dice Paola con il collo ancora piegato indietro - non c'è bisogno, non c'è bisogno. Scherza, scherza.
- Paola, quest'uomo è ubriaco e ti sta... diosanto non è possibile, tutto questo è assurdo! Ma che cazzo ci siamo venuti a fare qui, stasera, cazzo, cazzo! Lasciala cazzo! E rivestiti! Giovanni digli qualcosa!
- Cos'è, miss figasecca si scandalizza? Non hai mai visto un pisello? Apri la bocca, tu, apri!
- Io me ne vado. Io me ne vado! Giovanni! Andiamo via cazzo!
Alfredo spinge il cazzo nella bocca di Paola e comincia a pomparla inarcando il bacino.
Paola ha le mani posate sul tavolo, inerti, ma con la bocca lo succhia diligentemente. Gli occhi sono chiusi..
- Succhia bene, se no lo sai che ti succede vero? Vuoi che te lo faccio qui davanti a tutti?
Paola scuote la testa con un gemito.
Nora strattona la porta.
- Apriti! Apriti! Vaffanculo come si apre!
- Calma, Nora, Aspetta, forse c'è una sicura...
- La chiave è nella mia tasca, piccola, se la vuoi vieni a succhiarmi anche tu.. Mmmhh, aah, sì...
- Apri stronzo!!
- Adesso basta, davvero - urla Giovanni con una voce tremante - Alfredo, vieni ad aprire! Sto perdendo la pazienza!
- Dì a quella troia di venirmi a succhiare l'uccello, poi forse la faccio uscire! Ha ha ha!
Giovanni si precipita lungo il corridoio e lo prende per il bavero della giacca.
- Ma come ti permetti, brutto stronzo! Stai parlando di mia moglie! Chiedile scusa immediatamente!
Si strattonano a lungo senza staccarsi, come se fossero rimasti incollati.
- Oddio... Basta! - urla Nora.
Poi Alfredo spinge indietro l'altro con forza e lo manda a rovesciarsi sul tavolino del salotto.
- Giovanni!!!
La voce di Paola è come il miagolio di un gattino:
- Alfredo, per piacere, mandali via. Restiamo da soli... Alfredo, voglio restare da sola con te, ti prego, ti prego, lasciali andare via, Alfredo.
- E va bene, - le risponde - affanculo pure 'sti due stronzi. Ma chi cazzo ce li vuole in casa, ma perché cazzo li ho invitati a casa mia, ingrati del cazzo...
Va ad aprire la porta poi torna da sua moglie e glielo rimette in bocca.
- Succhia.
- Dopo...
- Succhia!!
Paola succhia e si asciuga una lacrima, senza farsi vedere.
Nora li guarda sconvolta, tira su il marito di forza e si precipita per il corridoio tremante.
- Usciamo Giovanni, ti prego.
- Comunque anche tua moglie non è male coi pompini! - gli urla dietro Alfredo mente con la mano dirige la testa della moglie.
Giovanni si blocca appena fuori dalla porta.
- Che stai dicendo? Stronzo!
- Falli andar via, ti prego, Alfredo, andiamo di là, io e te e basta...
- Sì, sì, proprio una succhiacazzi imperiale. Diglielo tesoro, quanto ci siamo divertiti quando lui era fuori.
- Figlio di puttanaaaaa! - urla Nora scoppiando a piangere - vaffanculo!
Giovanni la guarda.
- Non credere a una sola parola, è pazzo, pazzo, capito? Pazzo! Andiamo via, ti prego andiamo via!
- Calmati Nora, calma, ora andiamo. L'ascensore sta arrivando.
Qualcuno dal piano di sopra urla - La vogliamo smettere? Qui c'è gente che dorme!
Alfredo arriva alla porta a grandi passi e ricomincia a urlare con il cazzo ancora duro che esce dalla lampo aperta.
- A casa mia faccio quello che voglio, capito stronzo? E poi che cazzo ti dormi a capodanno eh? Che cazzo dormi, scopa, invece! E tu! Diglielo al tuo maritino quanto ti piaceva succhiarmi l'uccello! - lo prende in mano e lo agita in direzione di Nora - Diglielo che ti piaceva farti sbattere!
- Bastaaaaa!
Nora afferra il ficus che sta vicino alla porta e lo scaraventa per terra
- Che cazzo fai, puttana! Questa e' casa mia! Ma come ti permetti!
Alfredo scatta verso di lei per afferrarla. Nora si ritira con un urlo mentre il marito si mette in mezzo per proteggerla. - Basta! - Esclama - Hai passato il limite, Alfredo! Sei completamente...
Poi spinge la moglie nell'ascensore che è arrivato, nel frattempo.
- Andiamo via, presto.
- Ma andatevene affanculo, stronzi! - inveisce Alfredo con una mano alzata - E tu, testa di cazzo, non mi credi? Lo vedi quanto sei coglione? Sei sempre stato un coglione, non andrai mai da nessuna parte, capito? Coglione! Lo vuoi proprio sapere? Questa troia sul culo ha...
- Zitto!! Zittoooo! Vaffanculo, devi stare zitto! - Grida Nora senza voce.
Le porte dell'ascensore si chiudono con un tlin! e Alfredo urla nella fessura:
- ...ha una voglia rossa! Cornuto!!



Data creazione: 15/01/2009 @ 10:27
Ultima modifica: 15/01/2009 @ 15:00
Categoria: Racconti
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Commenti:


Commento n° 2 

da Gianluca il 11/08/2009 @ 10:19

 Questo racconto rappresenta la degenerazione del potere del sesso, caratteristicamente impersonata in individui disturbati e deboli come Alfredo. Ho sempre schifato tale gente e sempre la schiferò, ma ahimé, come anche in questo racconto, delle volte le donne hanno un debole per questi esseri al punto da divenirne coscientemente succubi.


Commento n° 1 

da marysir il 15/01/2009 @ 17:03

Capodanno alternativo,direi....un po' stronzetto il marito.ma il racconto era molto simpatico.

Ciao!!!!!



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