| 30 dicembre 2008
Il giorno prima del capodanno non è speciale come il 31, ma non è nemmeno identico a tutti gli altri. La gente si muove di fretta per le strade alla ricerca di quell'ingrediente dimenticato per il cenone di domani, le telefonate per evitare di avere quell'amico pesantissimo arroventano i cellulari e i ragazzini sparacchiano qualche colpo: pac pac pac! ma durano solo qualche minuto. Il 30 dicembre, immancabilmente, in tv fanno servizi sui sequestri dei botti illegali e su come quel vip o quell'altro passeranno l'ultimo dell'anno. Stavolta sono praticamente sicuro che ci metteranno la crisi di mezzo e i passanti intervistati lamenteranno mancanza di soldi, fatica ad arrivare al cenone e così via. Fortunatamente non ho la televisione e mi risparmio almeno queste stronzate.
Il 31 me ne starò a casa, per conto mio. Che è un altro modo di dire da solo. Non l'ho detto subito perché sembra che la cosa spaventi l'interlocutore e non volevo farvi fuggire. "Solo????" mi chiedono di solito con quattro punti interrogativi. Così ho imparato a dire "per conto mio". C'è un'aria di selvaggio e maschio isolamento, in questa frase, fateci caso: quel non voler nessuno attorno da cowboy in sella al suo cavallo che mastica un filo d'erba all'angolo della bocca. Se un tipo così vi dice "me ne sto per conto mio" non vi verrebbe mai in mente di dirgli qualcosa, dico bene? Anzi potreste quasi invidiarlo. Lui, il suo cavallo e il suo filo d'erba ciancicato che se ne vanno incontro al sole nella valle sterminata. E voi costretti a stare con quegli amici che vedete un paio di volte l'anno che si porteranno dietro i loro marmocchi viziati e con altri che non avete mai visto in vita vostra ma che vi toccherà baciare allo scadere della mezzanotte. Ecco, sono pochi quelli che riescono a dirmi che mi invidiano ferocemente, la maggior parte continua a pensare che quello che fanno tutti è la cosa giusta da fare e io sono strano. Non mi secca, ma almeno con questa nuova formula nessuno si azzarda a compatirmi: sfoderano un mesto sorriso di comprensione immaginando chissà quali drammi famigliari e si rimangiano ogni tentativo di invito. Obiettivo raggiunto.
Non dico che qualcuno non si diverta sul serio, per carità. Quei due ad esempio, li vedo dalla finestra che camminano vicini e si sbaciucchiano ogni due passi; non si chiuderanno in casa a scopare come farei io, sono troppo giovani. Probabilmente andranno in qualche discoteca o locale e si sbronzeranno; scoperanno a casa di qualche amico e l'uno mattina saranno con gli occhi pesti in coda al pronto soccorso per la pillola del giorno dopo. Ah, gioventù. Quell'altro che porta a spasso il cane è un'anima semplice e per lui giocare al mercante in fiera è il massimo del divertimento; è uno di quelli che non vede l'ora di sincronizzare il tappo dello spumante con il conto alla rovescia della tv e quando gli riesce, e gli riesce quasi sempre, prova una vera, genuina soddisfazione. Beato lui, uno dei pochi che se la godrà davvero. Quei due vecchi probabilmente staranno a casa da soli (non per conto loro) e passeranno la mezzanotte sul divano guardando su rete 4 lo spettacolo registrato qualche giorno fa. Ma non diteglielo. Sono troppo cinico?
La realtà è che non riesco più a divertirmi, in mezzo alla gente. Mi manca da troppo tempo l'ingrediente principale per la mia felicità e non è una di quelle cose che puoi correre a comprare il giorno prima del cenone mentre chiudono i supermercati. Il mio ingrediente semplicemente non può stare con me, il 31 dicembre. Ha il suo conto alla rovescia e i suoi marmocchi che lo imploreranno di far saltare il tappo dello spumante proprio mentre urleranno: "ZERO!". E' un ingrediente segreto. Ah ah, che battuta idiota. Eppure è così: segretissimo, come potete immaginare. Non si divertirà nemmeno lui senza di me, ma dovrà fingere qualche sorriso. Io ho almeno il vantaggio di non dovere falsi sorrisi a nessuno: posso starmene da solo (per conto mio) a masticare pop corn. Sì, penso che mi affitterò un film, domani sera. So cosa state pensando adesso: che mi farò una sega davanti a un porno cercando di sborrare proprio mentre scocca la mezzanotte. Dai, non sono così sfigato, speravo di avervelo fatto capire. Mi vedrò un film normale, anzi probabilmente una di quelle commedie romantiche che fanno stringere il cuore di nostalgia: qualche lacrimuccia ci starebbe proprio bene. A mezzanotte metterò la giacca, uscirò sul balcone e guarderò i fuochi artificiali, se ne spunterà qualcuno oltre i palazzi. Tutto qui. La sega me la sto facendo adesso, mentre scrivo: una mano gelata sulla tastiera e una caldissima infilata sotto la tuta. E ora vi saluto, sapete com'è. Ah, quasi dimenticavo. Visto che siete arrivati fin qui ve li meritate: i miei migliori auguri per un ottimo 2009, e fate qualcosa che vi vada davvero, domani sera.
Data creazione: 30/12/2008 @ 20:01
Ultima modifica: 29/10/2009 @ 19:40
Categoria: 2008|Micro
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