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2008|Micro - Ti disegno

16.12.2007

- Mi fai un altro disegno?
- Ma basta...
- Essù, non vorrai mica farti pregare.
- Dipende.
- Dai.
E' nuda sul letto, il gomito puntato sul materasso e la guancia distorta dalle nocche.
- E va bene. Stai ferma così.
Lei infila la faccia nel cuscino e mugugna qualcosa.
- 'Cazzo dici? - fa lui buttandosi su una poltroncina - e poi è inutile che ti copri, ti ho appena scopata, posso disegnarti anche a occhi chiusi.

Tratti neri e decisi sporcano il foglio: la curva del suo fianco, l'ombelico; per il culo un'unica linea tonda e morbida che scende in un indizio di coscia; poi le mani grandi, da maschio quasi, e il viso: la bocca un po' aperta, gli incisivi che fanno capolino, gli occhi.
- Dio... come è bello vederti disegnare.
- Va beh, adesso, insomma, dai.
I complimenti lo imbarazzano sempre, non c'è un cazzo da fare; tirano fuori il meglio dei suoi avverbi.
- Sul serio, mi piace guardarti mentre crei - insiste lei.
- Ma son due stronzate...

Strana è strana. Forse se l'è scopata solo per questo sguardo adorante che ha, per il piacere di essere adulato.
- E' affascinante il fatto che venga fuori qualcosa di compiuto, tu non puoi capire - sta dicendo - mi attizza. Mi fa sesso. Ma non ti ho scopato solo per questo, tranquillo.
Ah, ecco. Questo non l'aveva considerato.
- Non "solo"? - chiede piccato - Allora "anche" per questo.
- Chi lo sa.
- Sei la prima donna che mi si eccita davanti mentre disegno... sei strana sa'?
Incrocia le caviglie sul materasso e la guarda di sottecchi.
No, non è per quello che se l'è scopata. Non c'è un motivo, a dire il vero: era la cosa giusta da fare. Poche cose sono mai state così semplici e naturali. Inevitabili.
- E ora i capelli, mia bella Lady Godiva...
Li ha lunghissimi, ondulati come un mare agitato; per quanti ne disegni sembra che non bastino mai.

La ragazza ha infilato una mano fra le cosce e si tocca piano. Il dito scompare fra le labbra senza andare a fondo, solo giocando. Fa un rumore di cosa umida.
Le getta un'occhiata e torna a calcare il tratto sulla fica, la disegna aperta, oscena.
Alla bocca aggiunge un riflesso, come un velo di saliva fra i denti. Due tratti per il letto, la firma, poi gira il foglio e glielo mostra.

Lei esala un piccolo respiro e gli monta sopra; senza una parola si mette il cazzo dentro. Ce lo spinge quasi, mezzo mollo com'è.
- Sei strana, sì. Ah...
Si lascia scopare da quel movimento lento e rotondo che le viene così bene, ascolta il sangue che torna al cazzo, che indurisce e gonfia; poi le agguanta il collo e se la schiaccia contro la spalla. La tiene ferma e la fotte veloce da sotto, quasi in apnea.
Si fermano, riprendono fiato.

- Reggimi - fa lei piegandosi indietro; con la testa sfiora la moquette scolorita e afferra il disegno che era volato là.
Rialzandosi lo stritola con la vagina. Lui piega il collo estasiato.
- Ohuuu. Bello, cazzo!
- Si, molto bello - dice lei allontanando il foglio come per vederlo meglio - dopo me lo colori, vero?
- Pure!
- Eh, caro mio, è il prezzo della notorie...
- Ma quale notorietà - si tira su e la sbatte sul letto - stronza, adesso vedi come ti coloro la schiena di sborra.
- No! Pietà! - ride lei, ma poi rotola e si inginocchia, le braccia rannicchiate sotto il petto, in attesa. Gli lancia un'occhiata di sfida da sopra la spalla.

Il culo, vuole farle il culo; ne ha voglia da quando si sono presentati con una stretta di mano, cristodiundio. Punta la cappella inumidita di saliva, le concede un paio di secondi per dire di no poi entra: un unico affondo che la fa uggiolare come un cane, ma non di dolore; ha un buco elastico, soffice.
Abituato, gli viene da pensare.
E questo suo prenderselo tutto senza fare una piega gli regala un brivido, dopo tanto tempo, come una piccola scossa sotto lo sterno.
Affonda le dita nella carne delle natiche e la guarda: un'occhiata pigra che sfiora curve e buchi, rotola lungo la spina dorsale e arriva al sipario aperto dei capelli, al collo bianco schiacciato sul materasso.
Dà uno sguardo in giro: carta e matita sono per terra, lontani;
"Ok, dopo" pensa. E comincia a muoversi.



Data creazione: 26/12/2007 @ 13:02
Ultima modifica: 29/10/2009 @ 19:38
Categoria: 2008|Micro
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Commenti:


Commento n° 4 

da Supersmanf il 05/08/2008 @ 10:14

Non credo sia eleganza quanto, probabilmente, libero trasporto dalle sensazioni che magicamente escono dalla penna come fosse naturale così: mi sa che prima o poi tenterò di imitare Mak e usarti per riprendere questo genere che da tanto non percorro:)


Commento n° 3 

da Ed il 02/07/2008 @ 11:54

Complimenti... non sono un appassionato del genere erotico, ma devo confessare che il racconto ha sortito i suoi effetti. Una bella fotografia.
Pare scritto apposta per Mak.
Ora aspetto di vedere come renderà su Blue.

ciao :)

Ed.


Commento n° 2 

da Giulia il 11/05/2008 @ 11:42

Eleganza?? dove la vedi l'eleganza????


Commento n° 1 

da valeria il 05/01/2008 @ 15:08

Vorre esprimerti la mia ammirazione, ma lo sono troppo e le parole non sembrano avere un minimo di eleganza a cospetto delle tue, così sempre ben vestite e subito dopo nude. Come piano forte.



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