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2008|Racconti - A briglia sciolta

24.11.07



Il bello di una sorella e' che e' li', nel letto accanto. La mia era in quello di sotto, a dirla tutta, c'avevamo uno di quei letti a castello, hai presente? La stanza era uno sputo che non passavi quasi, fra il letto e il muro, figurati se ci stavano due letti normali. Io stavo sopra, chiaro, che la' sotto mi sembrava di stare gia' nella bara e mi mancava l'aria. Comunque dai, non fa tanta differenza, era a portata di mano, capito.
Tipo la mattina che ti alzi duro come il ferro, che ti fa male, hai presente, se sei uno sfigato figlio unico ti giri e ti fotti il cuscino, se invece c'hai una sorella piu' piccola la chiami e ti fai smanazzare il cazzo finche' non le vieni fra le ditine. Ecco cosa voglio dire.
Altra cosa bella e' che dopo non devi dormire sulla tua sborra appiccicosa, che fa veramente schifo, come cosa. Vuoi mettere? Che poi a essere stato piu' furbo gliela facevo leccare, invece di scappare in bagno a lavarsi. Adesso ci andrei via di matto per una cosa del genere. Ma ero uno sbarbatello, mi interessava solo svuotarmi i coglioni, dai, queste raffinatezze le impari con l'eta', no?

Ora non stare a immaginarti la classica sorella figa e troia dei video. La mia faceva schifo al cazzo. Ma si', onesto, che pure se e' mia sorella non c'ho mica gli occhi foderati di prosciutto come quel coglione di mio padre: e Pedra qui, Pedra la', ogni volta pareva che c'avesse davanti la principessa sul pisello. Ma comunque se la filava poco anche a lei, lo scemo, stava sempre col naso in un libro, che non c'avevamo i soldi per un cazzo e lui si comprava i libri, capito. Tuttimodi lui stava sempre a farle i complimenti ma fidati, era uno sgorbio.
Anche adesso e' abbastanza brutta, c'ha sempre quel naso appuntito e il mento che sembra rientrato dentro. Ma insomma, col trucco e i capelli e tutto il resto un po' e' migliorata, e ha trovato pure chi se l'e' presa, figurati.
Un cretino, si'. Uno di quelli che vende le case e ti presenta lo sgabuzzino di casa come se fosse il suo piu' caro amico, cristo, uno che dice "delizioso" ti rendi conto? Una checca con la cravatta, dai.

Tuttimodi questo se l'e' presa e veramente non lo so cosa ci abbia trovato perche' soldi nemmeno a pensarci, che se ce l'aveva l'avrei saputo, e poi niente, e' brutta come un sorcio, te l'ho detto. Non parla, guarda sempre per terra, c'ha le tette svuotate, manco fosse una vecchia. Merda questa cosa m'ha sempre fatto incazzare, ora che ci penso. Era cosi' pure da piccola, ma s'e' mai sentita una cosa del genere? C'aveva quella enorme camicia da notte, forse era di nonna, cazzo ne so, comunque era gigantesca, come un lenzuolo di flanella che la avvolgeva tutta un paio di volte, e io che cercavo le tette in questo mare di stoffa calda e mica sempre riuscivo a trovarle, che ci credi o no, e mi incazzavo.
Lei poi non e' che aiutava, figurati, ferma come un baccala' come suo solito, gobbetta, ogni tanto me la perdevo in mezzo a tutta quella cazzo di camicia e le lenzuola, e mi incazzavo ma mi veniva pure da ridere, alla fine. Ridevo come uno scemo e lei una volta m'ha pure chiesto se ridevo di lei. Certo che ridevo di lei, che cazzo di domanda, cosa pensa che rido da solo nella notte come uno scemo?
Per farla breve, comunque, quel cornuto qualcosa c'ha trovato, e se l'e' sposata e c'hanno pure due marmocchi. Una assomiglia para para a lei quando era cosi', brutta e magra. Il piccoletto non e' male, invece, ha l'aria sveglia, avra' preso da me.

Va beh, ora hai capito che non era 'sta gran bellezza, mia sorella, ma a me mi fregava una sega che fosse brutta, chi l'ha mai guardata. A me mi interessava solo che venisse su quando la chiamavo, lenta lenta per quella scaletta di ferro che ti segava i piedi, e mi prendesse il cazzo in mano.
Che poi, scordati le seghe da film, che vanno avanti le ore. A me bastava un minuto che venivo a fiume, ma mica perche' era mia sorella, che mi fregava cazzi chi era. Lo so che c'e' gente che sbroda solo a leggere, capito, a leggere di uno che si fa la sorella, ma io me ne fottevo che era lei, a me piaceva che qualcuno me lo toccasse. C'avevo voglia e lei era li', a portata di mano, te l'ho detto.
A quell'eta' lo sai com'e', ti sarai fatto pure tu le tue belle seghe no? beh io ero arrapato dalla mattina alla sera e ci mancava poco che venivo mentre si arrampicava su, perche' niente, mi piaceva sentire sul pisello una mano che non era la mia, ecco.

Poi senti questa, c'e' stato un periodo che la notte ha portato quel coso per non mangiarsi la lingua, o i denti, cazzo ne so. Una specie di morso da cavallo, capito. Dio, mi faceva andare fuori di testa vederla con quell'affare in bocca. Lei si vergognava, come al solito, si vergognava di tutto, 'fanculo. Mi chiedeva sempre di poterlo lasciare giu', ma io manco gli rispondevo, a quella scimunita. Tanto lo sapeva che se mi mettevo in testa una cosa era quella. Io volevo vederla proprio con quel ferro che le usciva dalla bocca e le girava intorno al collo, mi piaceva allungare la mano e toccarglielo, aggrapparmici tipo.
Sempre avuta la passione per i cavalli, io. Sono delle gran belle bestie, amico, mi piace scommetterci su qualcosina, quando ce l'ho, e ogni tanto ci tiro fuori qualche soldo, come no. Poi certo ogni tanto si vince ogni tanto si perde, e' la vita, e infatti l'altro giorno uno di quei figli di puttana si e' spezzato una gamba all'ultima curva e si e' fottuto i miei soldi. Che poi erano pure gli ultimi e ora mi tocca chiedere a mia madre.

Tranquillo, la vecchia li ha, eccome, e me li da senza fare troppe storie, me li ha sempre dati. C'ha sempre qualche amico che la mantiene, che la porta al ristorante, cose cosi', e lei si tiene su bene, sai? Sembra quasi piu' giovane di mia sorella, ti ho detto tutto. Si e' sempre goduta la vita, mamma. C'aveva una stanza di sopra dove un giorno ha buttato via tutta la roba del nonno e c'ha messo un lettino da ospedale che gli aveva procurato un'amica sua infermiera. E li' ci faceva i massaggi.
Si, aveva fatto un corso, una di quelle stronzate che trovi sui giornali, una truffa bella e buona, ma lei si vantava tutta di aver studiato, di essere una professionista e cosi' le vicine di case, certe grassone che mi facevano venire il vomito, venivano da noi e si facevano ungere che sembravano maiali da fare allo spiedo; ma perche' ti stavo raccontando questo schifo? Ah si, per dire che a un certo punto hanno cominciato a venire pure gli uomini a farsi fare i massaggi, capito?
Mio padre tanto stava sempre chiuso in salone e non ci badava nemmeno, lei faceva tutto da sola e gli lanciava urli delle scale: caro, e' arrivato il mio cliente, caro, noi andiamo di sopra, caro, saluta il cliente, e cosi' dai, si faceva delle belle scopate. Io me lo menavo fuori alla porta e mi pare che le piaceva proprio un bel po' e ci prendeva pure i soldi, di sicuro molti di piu' di quelli che le dava mio padre per la spesa, se mi capisci.

Va beh insomma, mia sorella, morso o non morso la bocca non ce l'aveva mica male. Era l'unica cosa che si salvava, e vassapere come mai non mi e' mai venuta voglia di farmelo succhiare. Non ci voleva mica tanto. Quella faceva tutto quello che le chiedevo, proprio tutto, non lo so perche'. Mica l'ho mai menata, io. No no, mai toccata, a parte che era cosi' magra che mi sarebbero rimasti i pezzi in mano, ti dico che una volta mamma le ha dato uno scapaccione e ha zoppicato per un mese. Poi non c'era bisogno, non ha mai detto di no a niente, beh, nemmeno di si, certo, ma che c'entra.
Tuttimodi la bocca ce l'aveva grossa, pareva che gliel'avessero appiccicata li' fra il mento e il naso da befana. Pareva che non fosse manco sua. E in tutti quegli anni non mi e' mai venuto in mente di farmi fare un pompino, che roba strana. Che stronzo.

Ovvio che poi quando le ragazze del giro hanno cominciato a succhiarmelo mi e' venuta voglia di metterglielo li' pure a lei. Solo che a quel punto non dormiva piu' con noi, la stronzetta, stava dalla sorella di mio padre. Io non ho mai capito perche' se ne e' andata, giuro, che i miei erano due coglioni ma non ci hanno mica mai picchiato, per dire, anzi si facevano grandemente i cazzi loro. Ma comunque un giorno quella scimunita ha cominciato a piangere e a chiedere di andare da questa parente e non ha piu' smesso finche' mia madre non s'e' fatta venire una crisi isterica e piangevano tutte e due che sembrava un mattatoio. Alla fine mio padre ha alzato il culo dalla stracazzo di poltrona e ha detto cos'era tutto quel chiasso e che basta non ne poteva piu' e che Pedra sarebbe andata a stare dalla zia.
E cosi'.
E poi io mi sono fatto la mia vita, lo sai come vanno queste cose, sono andato via pure io qualche anno dopo che ormai facevo qualche lavoretto per conto mio e lei l'ho vista solo a Natale per un sacco di anni, in pratica, finche' non s'e' sposata con l'imbecille.

Ora la vedo piu' spesso invece, ogni tre o quattro mesi mi invitano a pranzo la domenica. Mi metto tutto in ghingheri, mica come mi vedi adesso no no, mi sono comprato pure una giacca nuova apposta, figurati. Gli compro anche i pasticcini e faccio tutto il gentile perche' secondo me quello c'ha i soldi e un giorno o l'altro devo chiedergliene un po' per una faccenda che ho in mente. Poi mi sa proprio che gli sto simpatico, mi sa che e' lui che insiste per invitarmi, perche' a lei figurati, non gli frega di un cazzo, solo dei bamboccini.

Devi vedere che sorrisi che mi fa quel cretino quando arrivo, e le pacche sulle spalle, e i complimenti, e accomodati qui, e prendi un whisky, e poi fa un sacco di domande, che cazzo di testa di cazzo che e', vuole sapere tutto ma io non c'ho niente di nuovo da dirgli cosi' invento, gli racconto un sacco di palle e quello se le beve tutte.
E fa l'amicone, capito, mi tocca, mi vuole dare il cinque che io non ho mai dato a nessuno in vita mia ma forse lui pensa che io lo do' tutti i giorni, cosi' e' li' ogni momento a dirmi "dammi il cinque, fratello". Che poi fratello lo dicono i negri, mica io, ma insomma, ecco, apprezzo lo sforzo che fa, diciamo cosi'. E poi, ti ho detto, me lo tengo buono per quella faccenda dei soldi, che un giorno mi sara' utile, me lo sento, e mi tengo le pacche sulle spalle e i "cinque" del cazzo che ci manca poco che mi chieda di incularmelo, frocio di merda.
Ah, i marmocchi vanno pazzi per me, ci credi? Pure quella stronzetta della piccola viene li' e mi fa vedere i disegni che ha fatto, degli sgorbi orribili, chiaro, degli scarafaggi che lei chiama mamma e papa' ma io gli dico che sono belli, certo, sono mica cretino. Il maschio invece parla poco, si siede li' e mi guarda, e ride nei punti giusti quando dico qualche stronzata. Lui e il padre ridono tutti e due, ma il padre si vede che non ha capito un cazzo, che ride solo per farmi capire che lui certe cose le capisce, invece il bimbetto ride perche' lo faccio ridere, si diverte proprio.
Poi ci vado anche per un altro motivo, onesto, dai. E' che la sorella mi attizza sempre, c'e' un cazzo da fare.

Cioe' di donne me ne sono fatte un bel po', non ti credere, e la maggior parte erano delle belle tope. Tope di classe, pure, che magari per mezza serata mi guardavano schifate da dietro il loro cazzo di long drink. Ma l'altra mezza serata, perdio, gliel'ho fatto riuscire da dove era entrato, il long drink, a furia di pompargli il culo. Oh, le donne sono davvero tutte troie, non e' mica un modo di dire. Ok, lo so che ti sembra la classica frase detta dal solito sfigato di turno ma guarda che io c'ho pensato parecchio e poi ne ho conosciute tante ed e' il cazzo vero. E ti diro' anche questo, che piu' fanno le stronze prima e non te la vogliono dare, e piu' urlano. E godono, amico, godono come maiale.
Manco io ci credevo all'inizio, non mi sembrava mica possibile che quelle cavalle di razza volevano sporcarsi la fica con me. Ma poi ho capito, basta guardare i mariti. Sono tutti dei coglioni in giacca e cravatta che fanno battute del cazzo con i colleghi del club e mi ci gioco le palle che scopano in un solo modo e ci mettono tre minuti in tutto. Che a quelle gli piace di essere prese da dietro, mica da davanti come nei film, no, da dietro come gli animali, e gli piace soprattutto se gli fai il culo. Si' si', il culo. Fidati.
Tuttimodi c'e' un cazzo da fare, quando vedo quel mostriciattolo di mia sorella, mi viene di pietra. Non lo so perche'.

L'altro giorno sono andato a pranzo da loro, a tavola abbiamo parlato un po' di tutto, pure di politica, che io quando mi ci metto sembro proprio un omino a posto. Poi lei e' andata a prendere qualcosa di la' in cucina con la testa un po' china, con quei passetti da vecchietta che cristo, mi e' venuto in mente di quando andava in bagno e si lavava la mia roba.
Poi tornava indietro e quando sentivo il letto scricchiolare mi affacciavo di sotto e la guardavo nel buio che trafficava sotto le lenzuola. Trafficava, non lo so che faceva. Dopo un po' cacciava fuori una specie di miagolio, uno solo, e quello era un po' come un segnale, mi spiego, come la fine dei giochi, ok, tutti a casa e allora mi giravo e dormivo.
Va beh, insomma, in un modo o nell'altro mi era venuto duro, l'altro giorno, ma duro come se avessi una stanga di acciaio fra le cosce cazzo, che era un secolo che non me lo sentivo cosi'.
L'ho seguita con la storia di aiutarla eccetera, e gli sono arrivato contro e gliel'ho appoggiato dietro, e lei si e' irrigidita tutta ma mica ha smesso di fare le porzioni di pure', macche'. Era li' che continuava a muovere il braccio e il resto era rigido come uno stoccafisso e tremava quasi, si si, tremava, ma a me piaceva questa cosa che faceva finta di niente e mi ci strusciavo contro. E lei andava avanti, e faceva dei mucchi enormi di pure', credimi delle montagnette che ci si potevano rifare le torri gemelle, per quanto erano alte, cazzo.

Quando mi sono slacciato i pantaloni e me lo sono preso in mano non sapevo manco io cosa ci avrei fatto, col cazzo. Mi andava solo di slacciarmi i pantaloni e prenderlo in mano, se mi capisci, perche' era duro da far spavento e mi scoppiava nelle mutande. Ma lei e' corsa verso la porta e ci si e' appoggiata contro per non farla aprire poi mi ha guardato, ma fisso eh?
Non lo so che cazzo voleva dire, ma mi sono avvicinato con i pantaloni sotto il culo e le ho detto "giu'" e lei e' scesa, capito? Lenta lenta si e' accucciata per terra, con le mani dietro la schiena che tenevano la porta chiusa, e se l'e' preso in bocca tutto.
E li' ho pensato che ero stato proprio uno stronzo a non averlo mai fatto prima, cazzo. La bocca di quella ritardata di mia sorella e' una meraviglia. Cioe' mi stava perfetta come un guanto, mi stringeva in un modo che non lo so, pareva avere delle dita dentro, e ognuna andava per conto suo, capito, come un massaggio al cazzo.

Beh per farla breve mi sentivo la sborra risalire su dalle palle come il caffe', sai nella moka? ancora un attimo e sarei venuto ma ovviamente quella testina di cazzo della marmocchia ha cominciato a spingere la porta e poi a piangere mamma, mamma mi apri, voglio entrare, voglio entrare...
Lei si e' alzata subito, figurati. A me invece sta cosa mi ha attizzato abbestia e mi e' presa una voglia assurda di metterglielo dentro, di scoparla proprio li', contro la porta, con la marmocchia che piangeva e urlava mamma mamma dall'altra parte e il marito che chiedeva il pure'. E guarda che io non me la sono mai fatta, mia sorella, mai, la prima volta che mi e' venuta davvero voglia e' stata quella sera li'. Insomma l'ho presa per un braccio per girarla, perche' io se mi metto in testa una cosa e' quella, ma cazzo! quella mi ha mollato un'occhiata che quasi mi cagavo sotto.
Mi ha detto "rivestiti" con un sibilo che non sapevo manco che potesse tirarlo fuori, e io mi sono rimesso dentro tutto senza discutere perche' mi aveva fatto paura, te lo giuro amico, paura, come se fosse una dell'altro mondo, un'indemoniata, che cazzo ne so. Ma quel cazzo di sibilo non era mica tanto umano e gli occhi nemmeno, e insomma tempo due secondi ero di nuovo presentabile e lei e' andata di la' inventando una scusa, eccetera.

Poi abbiamo finito di mangiare e quel cretino del marito si e' messo a spostare il divano e il tavolino come un invasato, e voleva a tutti i costi farmi vedere il suo nuovo gioco. Era una stronzata che tieni in mano e giochi a tennis contro il computer come se avessi la racchetta, ma dico io si puo' essere piu' stronzi? Mi faceva quasi pena, ti giuro, vedere il Grande Agente Immobiliare che sudava e rideva davanti alla televisione e mi guardava e io gli facevo grandi sorrisi, capito, e annuivo pure. Quello voleva qualcuno che gli dicesse quanto era figa quella cosa e io glielo dicevo, chiaro, e sgranavo gli occhi e fingevo di cadere dalle nuvole che mi dovrebbero dare un oscar.
Alla fine me ne sono andato con in tasca il disegno di uno scarafaggio schifoso e la marmocchia ci ha scritto sotto "zio Teo" capito, quello sarei io, secondo lei. Va beh.
E pure i pasticcini me li sono riportati indietro quasi tutti, alla fine, perche' si vedeva che gli facevano abbastanza schifo invece non erano mica cosi' male. No, non erano per niente male e poi con quello che li ho pagati, col cazzo che li buttavo.
Tuttimodi siamo rimasti che vado ancora domenica prossima, a pranzo, me lo ha chiesto Pedra. Ma stavolta porto del vino, tipo.



Data creazione: 26/11/2007 @ 16:10
Ultima modifica: 29/10/2009 @ 19:42
Categoria: 2008|Racconti
Pagina letta 22253 volte


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Commenti:


Commento n° 5 

da jarno il 07/05/2009 @ 17:27

tuttimodi........c' hai qualcosa dentro........capito, ma mica come le altre, cioè, cazzo non so...........


Commento n° 4 

da giulia il 29/04/2009 @ 00:30

penso e ripenso se questa sia una storia inventata o una verità un pò sconcertante...cmq mi piace molto,il linguaggio a volte un poko "strano"...


Commento n° 3 

da Alex il 25/09/2008 @ 03:14

Leggo spesso racconti erotici su internet, ma di norma la prima cosa che mi viene in mente è: "ma per scriverli sarà poi così necessario essere ignoranti, o privi di fantasia?".

Ti giuro che per la prima volta ho riso di gusto, eccitandomi nel contempo. Davvero garbato, a prescindere dalla ricercata trasandatezza del linguaggio.

Mi piacerebbe leggere il seguito. Davvero.

Alex


Commento n° 2 

da roberta il 19/05/2008 @ 17:34

siamo a chandler. bello.


Commento n° 1 

da nicola il 11/01/2008 @ 00:35

come racconto è abbastanza noioso,anche se molto cerebrale..la sorella racchia xò arrapante e a portata di mano..nn male xò si nota più il tuo stile<senz'altro apprezzabile> ke il contenuto del racconto..N



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