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2007|Racconti - Drop #10

05.10.07


- Dormi?
Luna trasla sul lenzuolo, fa aderire il seno alla sua schiena e lo circonda con un braccio. L'altro le rimane piegato fra i loro corpi facendola sentire una specie di foca monaca in amore.
- Mmmh - mugola lui - sto crollando...
- Oh, che peccato. - gli mormora di rimando con un tono troppo deluso per essere vero.
Intanto gioca con la peluria morbida intorno al cazzo, se la fa passare fra le dita fino a quando, la mano aperta sulla pancia, lo porta a se' con un colpo deciso; un senso di possesso la attraversa prepotente, inebriante.
Si solleva sul gomito e usa una gamba per catturarlo; gli si schiaccia contro come se potesse penetrarlo, lo mordicchia sul collo come se lo stesse facendo.
La reazione e' immediata: l'uomo si contorce e geme stretto nella sua presa, abbandonato a quella lussuria che nasce fra loro come una scintilla fra due pietre focaie.
- Oh, si...
La implora.
- Allora non dormi.
- Ci ho ripensato.
- Come sei bello.
Sussurra Luna stringendolo, scopandolo con secchi colpi di bacino, le mani che si avvinghiano ai muscoli delle spalle.
- Sono tuo.
Capitola lui inarcando la schiena, offrendosi e voltando la testa per un bacio umido di labbra.

Poi qualcosa sembra oscurargli gli occhi di colpo, come uno di quei temporali che arrivano all'improvviso e non fai in tempo nemmeno ad aprire l'ombrello. In due mosse l'afferra e la ribalta; fluido come un gatto, disonesto come un pirata.
Luna sgambetta sul dorso ma la ribellione dura il tempo di un unico "no"; in realta' lo accoglie ben volentieri fra le cosce, inarca il bacino quel tanto che basta e proprio nell'attimo giusto perche' le scivoli dentro morbidamente.

Un senso di perfezione.
Restano abbracciati stretti poi lui esce, spennella la cappella sulla fica, gioca con la punta prima di affondare di nuovo; Luna spalanca la bocca aspirando aria e gli pianta le unghie nella schiena.
Le sue parole contengono una sfumatura di disperazione:
- E non mi e' mai piaciuto un gran che, 'affanculo...
Si avvinghiano baciandosi come se dovessero strapparsi le labbra, sibilano promesse e bestemmie, rotolano, cambiano posizione; poi - senza il minimo rispetto per la situazione colma di patos - i materassi si allontanano di colpo e sotto di loro si apre una voragine: prima ancora di rendersene conto si ritrovano sulla rete a molle, il groviglio dei corpi arenato come una barca incagliata.

Un urlo, un attimo di gelo poi lo scoppio delle risate.
Luna ride tanto da sentire gli addominali farle male. Lui ha provato un paio di volte poi ha rinunciato del tutto a tirarli fuori di li' e ora quasi singhiozza nella sua spalla.
Qualche minuto dopo stanno ancora ridacchiando e cercando di riavvicinare i materassi con il lenzuolo ad angoli.

- Ah, che bello quando ridi. - sussurra lui abbracciandola - Mi stringi il cazzo. Dovrei farti il solletico mentre ti scopo, ogni tanto.
- Non ci provare nemmeno!
Luna si libera e si inginocchia fra le sue gambe.
- Ascolta - dice seria.
Lui si appoggia alla testiera del letto, una mano scende a pastrugnarsi il cazzo.
- Dimmi.
- Ho una cosa da mostrarti in questa casa. Di questa casa.
- Ma dai.
- Si. - afferma con un'aria di sufficienza - E' che mi piange il cuore vedere delle opportunita' non colte, capisci?
- Certo.
- Cioe', e' un fottuto spreco.
- Perfettamente d'accordo.
- Allora, se non ti offendi...
- Ma figurati.
Luna rotea una mano nell'aria.
- Bene. Vorrei suggerirti un utilizzo piu', come dire, ingegnoso delle infrastrutture, ecco.
- Non vedo l'ora.
- C'e' una cosa qui dentro che fa proprio al caso nostro. Oh, si', non guardarmi cosi'.
- Illuminami di immenso, ti prego, ma veloce.
- Certo e' il colmo che debba mostrarti io una cosa che hai sotto gli occhi ogni giorno - continua lei ignorandolo - proprio qui, a casa tua; ma d'altronde...
- D'altronde se non ti sbrighi ti inculo. Al volo. Vedi tu.
- Oh, cielo! Che paura!
- Dai, stronzetta, sono curioso.
- Ah, lo ammetti!
Bestemmiando lui le tira una zampata per catturarla ma lei e' veloce, si tira indietro con uno scatto di reni.
- Ok! Ok. Pero' dovrai lavorare un po', ti avverto.
- Vuoi che ristrutturi casa? Non abbiamo tutto questo tempo, sai?
Luna ride e si allunga per baciarlo sulle labbra; rimane lontana perche' se si avvicina troppo e' finita, finiranno a fare l'amore di nuovo su questo letto martoriato e non e' quello che vuole adesso.
- Mettimi le manette. Polsi e caviglie. Non so se serviranno tutte, vedrai tu. E prendi una corda. Lunga.

Lui la guarda un attimo poi salta giu' dal letto e recupera gli oggetti, si china per allacciarle le fibbie di cuoio alle caviglie, disegna un percorso di baci leggeri mentre risale - piccoli baci adoranti, le sembra - infine stringe le fasce intorno ai polsi tesi.
Luna ruota le mani intorno alla corda un paio di volte in un finto nodo e porge le estremita' libere. Poi, invece di lasciarsi trascinare, cammina all'indietro e lo tira.
- Vieni.
- Cagna. - Dice lui con gli occhi che brillano.
- Stronzo. - Risponde Luna ricambiando lo sguardo.

Lo porta fuori dalla stanza lungo il corridoio buio e silenzioso: l'unico rumore e' il ticchettio degli anelli e dei ganci alle sue caviglie.
Arrivata nel salone in penombra lo parcheggia in un punto preciso guidandolo con piccoli movimenti della corda;
Lui ha un mezzo sorriso perplesso e Luna alza lo sguardo indicando con gli occhi.
- Dio... - Fa lui estasiato come un bambino davanti a un'astronave aliena - Sei un genio. Come cazzo ho fatto a non vederla... a non pensarci.
Luna gongola.

Sopra di loro c'e' "semplicemente" un architrave di legno. Una struttura decorativa ma portante - alta quanto uno stipite - sopra la quale e' praticamente un delitto non far passare una corda, non appenderci qualcosa... o qualcuno.
Un vero delitto.

- Ora mi affido alla tua inesauribile fantasia, mio Signore - gli dice alzandosi in punta di piedi per sfioragli le labbra.
Ma lui non la ascolta nemmeno; ha lo sguardo di chi sta ragionando in fretta, pianificando, progettando, inventando. Se fosse un fumetto si vedrebbero gli ingranaggi girare dietro le pupille.

Tanto per cominciare fa un paio di lanci e passa la corda sopra la trave: le due estremita' ricadono dondolando fra di loro.
Luna si gira morbida e porge i polsi uniti dietro la schiena.
- Dio come ti amo - sussurra lui cogliendo al volo.
Ha il sorriso di un lupo in un ovile mentre armeggia con corde, anelli e moschettoni; in un minuto Luna e' piegata in avanti, i polsi uniti e le braccia tese dietro e verso l'alto che gia' formicolano leggermente.
Un ultimo strattone alle corde le strappa un gemito secco, corto. E' pronta.
- Siamo degli abitudinari, sai? - riflette pensando all'ultima volta in cui si era ritrovata in quella posizione, nemmeno troppo tempo prima.
- Vero, ma adesso sei appesa. E poi guarda, per variare stasera non ti faccio il culo.
- Un cambiamento sostanziale, devo ammetterlo. Praticamente una rarita'!
Le molla uno schiaffo sulla coscia.
- Chi ti ha dato il permesso di essere sarcastica?
- Vai a fare in culo, stronzo. - Sillaba lei.
- Ah! - esclama lui allontanandosi con passo deciso come se avesse realizzato solo adesso una cosa importante.

E' bella l'attesa, pensa Luna. Bellissima.
Una frase le rigira in testa: < l'attesa del piacere e' essa stessa piacere > e mai come in questo momento si sente di essere totalmente d'accordo con l'anonimo autore.
C'e' un piacere squisitamente cerebrale nello stare li' ad aspettare, nel percepire piano le piccole tensioni a cui sono sottoposti muscoli e legamenti, i dolori leggeri che la marchiano dentro; un piacere che si alimenta dei secondi che passano, che parte dal cervello ma arriva inesorabile alla fica, bagnandola di umori lucidi e dolci.
E' bello sentirsi esposta, bloccata, sapere di non avere scampo.
Capire che sta tornando dal rumore dei passi felpati che fanno scricchiolare il parquet, temere per gioco quel momento.

La sfera di gomma le sfiora le labbra, come se bussasse. Stasera Luna e' docile, non fa storie. Si fa riempire la bocca, gli comunica a mugolii di stringere ancora un po' in modo da non poter deglutire.

- Ora parla quanto ti pare - sussurra lui con voce arrochita entrandole nella fica - io sentiro' solo gemiti, lo sai vero?
- Ffah...uh..oo
- Si, si, dimmi, esponi.
- Ss...on...oo
- Continua, mi interessa molto, davvero. - la sfotte muovendosi lento e morbido.
Luna scuote la testa ridendo, poi si lascia andare.

In quella posizione non deve fare nulla, nemmeno reggersi. La sensazione di abbandono e' totale e bellissima. Si concentra sulle emozioni che le arrivano dal corpo e su quelle, molto piu' potenti, che il cervello non rifiuta piu'.
Schiava, sottomessa, oggetto, troia. Queste parole sono come i cazzi sparsi di la' sul letto: figurine da scambiarsi, giochi da sperimentare. Non identificano niente, non sono etichette, ma strumenti: grimaldelli da usare sull'altro o su se' stessi in ogni combinazione possibile seguendo solo l'istinto, senza chiedersi se sia giusto o meno.

Ed e' quello che Luna sta facendo, esattamente: gioca a scardinarsi il cervello e, di sponda, a sminuzzare quello di lui in piccoli, inutili pezzi.

La pallina la fa sbavare: fissa con occhi appannati le gocce che si accumulano sul parquet e sente di amarle, una per una: sono la prova tangibile di quello che e' in questo istante, piccoli specchi in cui vedere se stessa in questa posizione da film porno, con questi vincoli e con questa lussuria che le serpeggia dentro e la fa impazzire.
- Sei uno spettacolo, cristo santo, vorrei che ti vedessi. - Mormora lui quasi le leggesse nel pensiero.
Le sposta i capelli, passa le mani sul corpo: le natiche, la vita sottile, le spalle contratte e forzate in un'angolazione innaturale.
Ogni tanto esce, fa un passo indietro, la ammira carezzando la base della schiena con una mano calda.
Luna non ha la voglia ne' le forze per dire alcunche': si limita a godere, a gemere, a sollevare la testa come un arco quando lui le assesta un colpo particolarmente violento. Contrae le spalle e le mani, urla nel bavaglio.
- Bellissima... - ripete lui in un gemito roco riempiendosi le mani della sua carne, aggrappandosi ai suoi fianchi per riempirla di sborra.

Luna sorride dentro, nel cuore.

Lui la stringe fra le braccia piegandosi sulla sua schiena sudata, gliela bacia dolce. Si concede solo un paio di respiri per riprendere fiato.
- Ti slego - dice poi.
- AA...h..ee
- Ok, 'spetta, prima questo.
Luna gira il volto per mostrargli la saliva che le cola fuori dalla bocca mentre le leva il bavaglio.
- 'Catroia... - Sibila lui fra i denti.
Le spinge due dita in bocca, il bacino che si contrae ancora, il cazzo che fa male, quasi.
Mugolii, poi un sospiro.
- Esco e ti libero, dai.
- Si...

Sono uno di fronte all'altro adesso, in piedi, si guardano: lei sfiora con amore i solchi lasciati dalle corde sui polsi, lui la tocca con dita leggere, ammirato. Prima che sia troppo tardi pero' Luna lo afferra per i capelli e lo spinge in ginocchio.
- Giu'.
Divarica un po' le gambe e se lo preme contro.
E' meraviglioso non controllare i desideri, sentirsi o diventare ogni cosa senza paure - pensa; essere certi di vibrare insieme come due corde di uno strumento perfetto, sempre. Esserne *davvero* certi.

- Bevi la mia sborra, troia - lo apostrofa con uno sguardo rapace.
Fa appena in tempo a cogliere il luccichio di un sorriso famelico che la sfida dal basso, poi lui si infila sotto le sue gambe e succhia, lecca, ingoia.



Data creazione: 07/10/2007 @ 11:56
Ultima modifica: 20/11/2008 @ 11:18
Categoria: 2007|Racconti
Pagina letta 12369 volte


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Commenti:


Commento n° 6 

da vale il 14/10/2008 @ 21:40

ti ho sentita alla radio con una breve storia il ladro di rose fantastica storia rivivevo tutto come se quella donna fossi io.qui nn l ho trovata spero che la metterai al piu' presto..aci vale sei mitica


Commento n° 5 

da Roberta il 13/12/2007 @ 16:31

Bel racconto, anche se sconnesso in qualche parte.

Abbastanza eccitante.

Alla prossimawink


Commento n° 4 

da Lucio il 30/10/2007 @ 04:59

E' LA PRIMA VOLTA CHE TI LEGGO E SAI DARE GRANDI SENSAZIONI.

Grazie


Commento n° 3 

da roberto il 14/10/2007 @ 23:24

nella descrizione del rapporto a mio avviso dovresti scendere più nel paricolare per dare meglio la sensazione di godimento estremo e di raffinato particolare erotismo.

 


Commento n° 2 

da Lemuretto il 08/10/2007 @ 02:02

Riletto fino a....sentire le corde tra le mani e a deglutire a fatica, pensando alla pallina e....godere di queasto tuo ultimo, è il migliore dei "preliminari" che il cervello potesse assorbire!! U N I C A !!  


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