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2007|Racconti - Drop #6

19.02.07


Mi piace parecchio averti qui, adagiato sopra di me su questo divano senza piu' cuscini, ormai.
Posso sfiorarti le spalle, muovere l'altra mano fra i tuoi capelli e allo stesso tempo guardare il panorama del tuo corpo che si dipana giu', fra le mie gambe aperte, flessuoso ma forte: un sentiero di seta.
Il tuo fiato tiepido mi scalda il collo e il tuo petto pesa sul ventre e sul cazzo che ancora indosso. Mugugni qualcosa di poco comprensibile e disegni con i polpastrelli piccole spirali sulla mia pelle, proprio sotto il seno.

Ti sfioro la nuca umida e sorrido al ricordo di quel velo di sudore che ti imperlava la fronte mentre mi cavalcavi, poco fa, regalandoti ai miei occhi.
Incredula ti muovevo le mani sul petto e sul ventre, sfiorando i muscoli ad uno ad uno, giocando con i dislivelli leggeri del tuo corpo da uomo.
Ti prendevo per i fianchi e ti spingevo contro di me trattenendo il fiato quasi temessi di rompere un incantesimo, di rovinare qualcosa. E mi aggrappavo alle tue spalle quando ti abbassavi a baciarmi, a cercarmi con quell'espressione di assoluto piacere sul volto.

Quel piacere cosi' squisitamente mentale che ti viene dallo sterminarmi i neuroni con perversa meticolosita'. Quell'intima soddisfazione nel sentirmi assolutamente felice e la consapevolezza di essere - in ogni istante - esattamente quello che desidero.
Un piacere cerebrale, complicato, che solo dopo, in qualche remoto meandro della materia grigia, diventa fisico. Torna indietro, ti cortocircuita i sensi dandoti brividi ed emozioni, si trasforma nel movimento seducente dei fianchi che calavano su di me, nella voce, nelle parole che sussurravi e che mi disegnavano universi di piacere davanti agli occhi.

Rivivere quegli attimi mi contrae lo stomaco e mi strappa un gemito, come previsto. Mi viene istintivo alzare il bacino e premermi contro di te.
Ti sollevi sui gomiti e mi guardi divertito.
"Ma non eri affamata?"
"Porco cane."
"Allora direi che posso concederti una brevissima tregua - dici passandomi un pollice sulle labbra - hai 4 minuti e mezzo per mangiare e tornare qui. Poi sei mia."
"Un po' pochi, considerando che nel tuo frigorifero c'e' solo del latte e due cipolle.
"E' un tuo problema - concludi - io fra quattro minuti vengo di la' e ti violento, qualsiasi cosa tu stia facendo."
"Ma non erano quattro e mezzo?"
"Il tempo passa, cara mia"
"No, non vale". Protesto.
"Tre e mezzo".
"Ok, ok, vado!"
Pero' poi tu sorridi in modo leggermente diverso e io mi riadagio contro lo schienale.
"Anzi - dico - prima prendilo ancora in bocca, mi piace troppo guardarti mentre lo fai".

E' stupefacente come cambino le priorita' in seguito a piccolissime variazioni delle situazioni al contorno; nonostante il buco allo stomaco e la fame che mi attanaglia la principale, al momento, e' diventata vederti succhiare ancora.
Una necessita', anzi: imprimermi a fuoco anche questa immagine nei bastoncelli cosi' da poter chiudere gli occhi, fra vent'anni, e rivederti.

"E sprechi cosi' tutti i minuti che ti restano?" Domandi con tono innocente.
Ti agguanto la nuca.
"Che si fottano".
Mentre scendi mi guardi in quel modo che conosco bene ormai, con gli occhi che lanciano sfide, promesse e minacce; un mix letale.
E non ha importanza se non sento la consistenza delle tue labbra e il calore della tua bocca perche' quello che stai succhiando e' un fallo di lattice; mi basta lo sguardo.
Sei bello da stordire, lo sai, con questi occhi da felino che tieni aperti per non cedermi e la lingua che spennella su e giu', senza alcun pudore, giocando con me.

Sarebbe un bel momento per morire, questo. Una scarica di piacere troppo forte, un coagulo che si sposta: rapido, quasi indolore, con questa ultima immagine che si spegne piano nel cervello come la luce del cinema quando inizia la proiezione.
Mi sollevo e ti bacio senza preavviso, stringendoti il volto.
"Dai andiamo a mangiare - dico alzandomi e buttando l'arnese a far compagnia agli altri, sulla poltrona - se no qua si fa notte".



Data creazione: 05/03/2007 @ 22:15
Ultima modifica: 20/11/2008 @ 11:15
Categoria: 2007|Racconti
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Commenti:


Commento n° 1 

da Danilo il 17/03/2007 @ 17:40

E' bello leggerti....è bello sentir crescere il piacere, anche se solo mentale,  man mano che si scorrono le righe dei tuoi racconti....ma sei reale o sei frutto della mia fantasia? Mi piacerebbe incontrarti e rileggere con te tutti i racconti  e provare fisicamente lo stesso immenso piacere...

p.s. hai delle foto da inviarmi (ovviamente ad uso strettamente personale).



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