Il contenuto di questo sito è proprietà intellettuale di giulia e come tale è protetto dal dirtto d'autore. (legge n. 633/1941 C.C.)

L'usurpazione della paternità di testi ed immagini costituisce quindi plagio ed è perseguibile a norma di legge.

Recenti

Archivio

Altro

Contatti & utilità
Scrivi a giulia  Scrivi a giulia
Aggiungi ai preferiti  Aggiungi a preferiti
Segnala questo sito ad un amico  Segnala questo sito
Versione testo   Versione testo

Visite dal 17.03.07

 418551 visitatori

 13 visitatori online


2007|Racconti - Drop #5

14.02.07


Inginocchiati entrambi sul letto, mi hai bendata. Ho come un deja-vu, che strano...
Il tuo tono è scherzoso e rassicurante, ma sta cambiando in fretta.
Molto in fretta.
Sono nuda e tu mi strapazzi un po' il seno, il culo. Io ancora rido e faccio battute. Prendo tempo.
Mi trascini giu' dal letto, ti seguo docile. Mi fai mettere carponi e ancora sorrido.
"Apri la bocca"

So cosa stai per fare: vuoi imbavagliarmi. Trasformare le mie parole in mugugni incomprensibili, i miei gemiti in suoni soffocati.
Ok, non ho piu' paura, apro la bocca. La fascia di stoffa si insinua fra i denti, mi segna un po' gli angoli delle labbra mentre la incroci stretta dietro la nuca, poi rientra in bocca a fare un secondo giro. Non fai nodi, pero', non capisco.
"Cammina"
Resto un attimo sorpresa ed e' un errore. La frustata arriva sul culo, inaspettata, e mi fa sobbalzare. Non fa male, l'hai data con una striscia di stoffa morbida, ma e' anche la prima, ragiono.

Avanzo piano, nel buio della benda, il pavimento duro sotto le ginocchia, poi la sento: una leggera trazione della fascia che mi imbavaglia. Tira, s'impone e la mia testa piega verso destra. E allora capisco. Hai i due capi in mano, come delle briglie, e mi guidi tirando uno o l'altro.
Obbedisco, cambio direzione, seguo pressioni, trazioni. Schiocchi. Stronzo, mi fai sentire una puledra. In calore, ovviamente,
Intuisco che mi guidi verso il salone, che sto evitando mobili e tavolini e mi fermo. Non tutte le puledre sono docili, qualcuna fa i capricci. Lo sapevi?
"Avanti" dici sommessamente e dai un impulso alle briglie che si alzano e si abbassano come un'onda nera di stoffa. E scendono. E schioccano sulle spalle, invitanti e minacciose.
"Avanti"

"Has-ar-ho" dico cercando di articolare la parola. So cosa succedera' adesso, e lo voglio: voglio sentire che tu mi batta. E non ti fai pregare.
La stoffa schiocca sulle mie natiche due, tre, quattro volte. Comincia a far male, e l'eccitazione gia' mi stordisce.
Gemo senza vergogna e riprendo a gattonare lenta. Mi fermo di nuovo. Cerco di dirti che sei uno stronzo. La stoffa mi colpisce di nuovo ma non mi basta. Allargo le ginocchia e mi piego sui gomiti. E' un invito abbastanza chiaro, no?

Ti stai muovendo. Credo che tu sia sopra di me ora, in piedi, a sovrastarmi il culo.
Bravo, sei perspicace, ma l'ho sempre saputo ed e' per questo che ti ho scelto. Da questa posizione ti verra' bene.
Il colpo arriva inaspettato, di nuovo. Come mai non fa rumore, cazzo? Sobbalzo sul serio, stavolta, perche' il dolore c'e' stato e ora mi resta sulla fica un bruciore diffuso, lieve, come dopo un boccone leggermente piccante.
Non fa in tempo a svanire che arriva un'altra frustata. Stavolta gemo e scatto in avanti.
Merda che male. Dio che bello.

Serri le gambe e me le stringi sui fianchi. Non potro' spostarmi, stavolta, e l'attesa e' un supplizio. Dura pochi istanti, un'eternita' quindi, e io smanio di voglia.
Articolo due parole e non so se mi capisci, ma lo spero: ti sto pregando e non e' una cosa che faccia proprio volentieri di solito. Eppure e' bellissimo farlo adesso.
Biascicare un "ti prego" distorto e ripeterlo, ripeterlo ancora senza sapere nemmeno se ti sto pregando di farlo ancora o di smettere.
Diciamo che ti sto pregando di smettere, ma ti sto ordinando di farlo ancora.
E tu lo fai. Due volte, mirando preciso, al centro, sulla carne morbida.

Questi sono piu' forti di quelli di prima, merda, o forse sono io che li percepisco cosi'; forse ho perso il controllo dei sensori, sono andata fuori scala, non saprei. So solo che mi contraggo fra le tue gambe come se mi avesse morso un crotalo e urlo contro il bavaglio, due volte. Due urli secchi, rochi, che mi grattano la gola.
Mi gira la testa. Ti sei seduto sulla mia schiena e mi spalanchi le natiche.
"Meraviglioso". Dici.
Io non ho nemmeno la forza di provare a risponderti. Vorrei dirti "Spaccami il culo" e aggiungerci anche qualche insulto colorito ma non so far altro che ansimare, percepire il dolore che ancora mi arriva a ondate al cervello e sentire il cuore che batte emozionato.

Qualcosa preme per entrare in fica e sono cosi' bagnata che scivola dentro senza colpo ferire. So cos'e', e' il cuneo. Lo spingi bene dentro, lo assesti con un paio di colpi grezzi che mi tirano la pelle. Poi, efficiente come un impiegato zelante, mi allacci le fasce di cuoio intorno ai polsi e alle caviglie, quelle con moschettoni e anelli. Ma dove diamine le avevi?
"Su, fai qualche altro passo, manca poco".
Mi muovo lentamente e godo per la sensazione di questo corpo estraneo che sfrega contro le pareti interne della fica. Mi piace anche il tintinnio che proviene dalle fasce di cuoio: mi fa sentire bella. Cagna, desiderata e bella.

D'un tratto non so come mi ritrovo in piedi; forse mi hai presa per la vita e sollevata di peso. Mi piace che tu sia cosi' piu' forte di me, anche se sono tutto fuorche' debole. Ma ora e' bello sentire che mi prendi e mi sposti come se non pesassi niente, lasciarti fare.
Mi spingi contro una superficie morbida che mi arriva alle anche. E' lo schienale di una poltrona.
Ho il tuo corpo poggiato addosso: il cazzo duro, il petto caldo e le braccia che smettono per un attimo di fare le cattive e mi avvolgono tutta, protettive, dolci.
"Dio come sei bella". Sussurri stringendomi.
Svolgi delicatamente la benda che mi chiude la bocca e posso finalmente deglutire.
"Acqua..." sussurro. Sembro un prigioniero politico sotto interrogatorio, ma sul serio ho la bocca secca, la lingua si attacca al palato, quasi.
Resto ferma mentre ti allontani, struscio le cosce una contro l'altra per ingannare l'attesa.

Anche bere diventa erotico con te, maledizione. Non sono legata ma non ci penso proprio a prendere il bicchiere in mano, lascio che sia tu ad appoggiarmelo alle labbra, ad alzarlo versandomi il liquido in bocca.
"Questa era l'unica richiesta che potevi fare".
Dici mordicchiandomi l'orecchio.
"D'ora in avanti ogni cosa te la dovrai guadagnare. Anche il diritto di chiedere"
Sei di nuovo dietro di me, mi stringi entrambi i polsi in una mano. Con l'altra estrai il cuneo dalla fica e me lo strofini sulle labbra.
"Leccalo"
E poi: "Succhialo".
Il mio sapore.
"Lo senti come sei buona?"
Annuisco con la testa, che' molto altro non posso fare.
"Ora prendilo tutto"
Me lo spingi in bocca fino a che le labbra non si richiudono intorno alla strozzatura prima della base. Non e' lungo come un dildo, ma quasi. Mi riempie e arriva in fondo. Non riesco a deglutire e devo trattenere i conati.
"Comodo?"
Scuoto la testa. Per niente, direi.
"Che peccato..."

Perche' sento questo sogghigno satanico nella tua voce? Che vuoi farmi?
Vorrei muovermi ma sono pietrificata. Desidero che tu faccia di me cio' che vuoi, lo sai. Qualsiasi cosa ti passi per la testa, perche' io faro' lo stesso con te. Hai carta bianca e qualsiasi cosa tu stia escogitando in questo momento io la temo e la bramo insieme.
Mi si contrae lo stomaco, pero', quando capisco cosa stai facendo.
Appoggi la benda alla base del cuneo che mi sporge dalle labbra e mi imbavagli velocemente, bloccandomelo dentro.
No, questo no, ti prego.
Scuoto la testa in un inutile diniego; il cuore batte all'impazzata e cerco di spostarmi ma sono incastonata fra il tuo corpo e la poltrona, mi afferri i polsi e ti basta stringermi un po' di piu' per immobilizzarmi.
Merda.
Sono piu' eccitata di quanto avrei mai creduto possibile. Ho le cosce bagnate di me, credo persino di percepire un rivolo che mi scende dietro il ginocchio.
Merda.

E non hai finito. Armeggi con una corda passandola negli anelli che ho ai polsi, mi tiri verso il basso facendomi piegare sulla poltrona. Hai messo qualche cuscino in piu', e mi ci adagio. Nello stato in cui sono avresti potuto metterci un tondino di ferro e mi ci sarei adagiata lo stesso; scusami se non apprezzo queste gentilezze, ho altro per la testa.

Non so cosa tu stia facendo adesso, forse hai infilato la corda sotto la poltrona e la stai recuperando da dietro. Si, deve essere cosi', e se ti conosco bene ora la aggancerai agli anelli che ho alle caviglie.
E infatti: con un paio di giri le leghi insieme, strette, poi fai qualche cazzo di nodo di tua conoscenza.
Ora sono davvero bloccata.
E, neanche a dirlo, potrei morire di piacere in questo istante.

Ma mi fa morire di piacere anche guardarmi da fuori. Lo faccio spesso: spostare il punto di vista nei tuoi occhi, immaginare cosa stai vedendo e quale effetto possa farti. Vediamo.
Sono una specie di triangolo rettangolo adesso, e non so se sia molto piu' lusinghiero dell'essere una specie di animale da tiro. Comunque ho le gambe dritte, verticali, e la schiena e le braccia che scendono giu' a quarantacinque gradi: un'unica linea che termina nei miei pugni contratti.
Polsi e caviglie sono decorati da fasce di cuoio nere come una schiava alla tratta delle bianche. Una fascia mi acceca gli occhi, un'altra sigilla la bocca e blocca dentro un affare rosa che mi sta tormentando e che mi fa sbavare saliva sulla poltrona di velluto. (E si', lo so che in ogni istante hai la percezione esatta di quanto lo senta in gola, e di quanto mi piaccia per questo.)
E dulcis in fundo stai stringendo un'altro laccio intorno alle cosce... diocristo ancora? Mi hai già ridotto a un ammasso incoerente di carne e nodi, puo' bastare.
E invece non ti fermi. E stringi. Cosi' muoio, davvero, muoio.

A pensarci bene credo di non aver smesso di gemere e mugolare nemmeno per un secondo, da un po' di tempo a questa parte. Ti sembrero' un disco rotto, o un cane abbandonato ma al momento, puoi immaginarlo, non me ne frega un cazzo: sono felice. Felice come poche volte sono stata in vita mia.
Mi sto divertendo come una pazza e sono felice.
Vorrei sorriderti e dirtelo ma non posso fare altro che muovere il culo, piano, come un'odalisca; credo che il messaggio ti arrivera' lo stesso.

So cosa farai adesso. So che stai impazzendo come me e non resisterai un minuto di piu'.
Quando me lo spingi nel culo, piano, ma inesorabile, mi sembra di essere arrivata al limite, di non poter sopportare altro piacere.
Invece tu arrivi in fondo e ti fermi; non hai fretta, non so come sia possibile, bastardo maledetto.
Ti dilunghi a toccarmi, a carezzarmi la schiena, a tirarmi per i capelli e dirmi cose.
Mi stai raccontando cosa farai nei prossimi minuti, per filo e per segno, e a me viene da piangere; ma non e' tristezza, e' voglia. Mi agito e ti supplico in una preghiera silenziosa, mi sollevo sulla punta dei piedi, inarco la schiena, come te lo faccio capire?

Non ce la faccio piu', non ce la faccio piu', diomio, voglio che tu mi fotta, che mi spacchi il culo, che me lo ficchi in fondo, e a forza.

Voglio sentire il tuo corpo teso che mi sbatte contro e la tua voce che mi urla addosso, arrochita. Voglio sentire i muscoli delle tue gambe che si contraggono contro le mie, e quelli delle braccia che diventano di pietra.

Voglio sentire che imprechi e invochi me e dio senza riuscire piu' a distinguerci, che ti sciogli dentro di me, che perdi il controllo, che impazzisci, che muori, che mi godi dentro buttando la testa indietro, spingendomelo in fondo con una violenza che non sai controllare mentre mi riempi di sperma e senti di desiderarmi oltre ogni logica, oltre ogni possibile, immaginifica definizione.

Mentre ad ogni fiotto senti di volermi.
Ancora.
Di piu'.
Di piu'.
Di...
... piu'.
Tre volte, o quattro o sei. Non lo so. Ma per sempre.




Data creazione: 05/03/2007 @ 22:13
Ultima modifica: 20/11/2008 @ 11:15
Categoria: 2007|Racconti
Pagina letta 7545 volte


Anteprima di stampa Anteprima di stampa     Stampa pagina Stampa pagina


Commenti:


Commento n° 2 

da Alex il 09/09/2008 @ 15:51

Complimenti Giulia, questo racconto è davvero molto bello: è erotico senza essere volgare, parla di BDSM senza inutili idiozie e ha una narrazione giusta non troppo breve ne troppo lunga. E' moderno e molto originale. Sono passato qui per caso ed è stata una piacevolissima lettura. Sono ansioso di leggere il resto.


Commento n° 1 

da Lucio il 30/10/2007 @ 05:36

E cosa devo dire sei di una creatrice di eroticita'



Questo sito contiene scritti EROTICI che possono contenere linguaggio esplicito e argomenti scabrosi.

Se pensi che ciò possa darti fastidio, non proseguire.

Newsletter
Per ricevere informazioni sulle novità di questo sito, puoi iscriverti alla nostra Newsletter.
Iscriviti
Cancella l'iscrizione
130 Iscritti

Immagini
giulia

Ricerca





Torna in alto


- le pagine di giulia -
progetto, realizzazione e proprietà intellettuale di giulia; disegno e grafica del titolo di Rachel Barnacle

Banner_micro.jpg


dal 20.03.07: