| 08.11.01
Ho portato via il vassoio con la tua cena da pochi minuti, e gia' dormi. Avevi sonno... quasi come se avessi corso come un pazzo dietro al pallone, oggi. Forse l'hai pensato. Hai pensato di vincere quella maledetta partita, l'hai pensato tanto intensamente da stancarti. Piccolo tesoro mio... Sono venuta nella tua stanza con il solito bicchiere di acqua e le tue pillole e ti ho trovato con gli occhi chiusi, il libro per terra, la manina che penzolava dal letto. L'ho presa fra le mie, l'ho stretta, l'ho baciata piano, prima sul dorso, poi sul palmo, poi di nuovo il dorso, il palmo, ancora, ancora, un altro bacio... tu dormivi. Ho guardato le tue ciglia nere mosse dal sogno. Il tuo mondo e' tutto li' dentro, non e' vero? Chissa' se sognavi di me... ma no, avrai sognato cavalli in corsa, robot impazziti, vermi giganti. Tutto quello che sogna un bimbo della tua età, e anche di piu'. Mi sono seduta di fianco alla tua sagoma immobile sotto le coperte. Immobile da anni. Ho piegato la testa come faccio tutte le notti di questa schifosa vita, e ho pianto. Ho posato una mano sulle tue gambe dure e magre. Spaventosamente dure e magre, due pezzi di legno che odio muovere al posto tuo. Che odio massaggiare e sciogliere, mentre tu leggi a voce alta per dimenticare il dolore. Tu dormivi. Io morivo dentro, come tutte le sere, quando non devo fingermi allegra, quando posso lasciar uscire il dolore che mi attanaglia. Il tuo volto e' ancora quello di un tempo. Hai la stessa voglia di vivere di quando potevi portare a spasso Daisy. Io non ho la tua forza, bambino mio. Non ho piu' la forza di vederti steso su questo letto. Sorridente come il primo giorno, quando mi chiedesti di andare a prenderti il tuo libro, che tu non capivi dove erano le gambe. Ti ho sfiorato il torace minuto, il collo, la bocca piccola e morbida. Ho sentito la rabbia e l'amore venire a bussare alla mia porta, trasportarmi nel mondo fantastico dove vorrei essere, ogni stramaledetto giorno. Il tuo mondo, fatto di unicorni e di babbi natale, di altalene e di pony da cavalcare. Ho voluto sentire la morbida pelle delle tue gote sotto le labbra. Ti ho baciato piano, per non svegliarti. Tu dormivi. Dormivi mentre lacrime calde e odiose mi si infilavano in bocca, mentre i miei baci diventavano ardenti, dolorosi, pazzi. Dormivi mentre trattenevo i singhiozzi e ad occhi chiusi, per non vedere quello che facevo, scendevo sulle tue labbra aperte, sul tuo respiro odoroso di minestra, di fottutissima, bastarda minestra. Dormivi mentre assaporavo la tenerezza della tua bocca, mentre mi nutrivo della tua saliva, stringendomi la tua manina al petto. Dormivi mentre odiavo me stessa per aver usato la tua forza, ancora una volta, per affrontare il domani.
Sono venuta a darti la buona notte, tesoro, come ogni sera. Ora me ne vado, come ogni sera, nell'inferno delle mie notti.
Data creazione: 19/01/2007 @ 22:27
Ultima modifica: 19/01/2007 @ 22:27
Categoria: 2001|Micro
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