| 09.03.01
Carissimi amici, è passato ormai più di un anno da quando mi incaricai dell'ingrato (?) compito di visitare "Erotica tour" e di raccontarvene ogni più subdolo particolare. (Ricordate? Se non ricordate...tutti in fila per due a leggere sul mio sito, oppure fatemi sapere che lo riposto!) Sperando di farvi cosa gradita, ecco la *fedele* telecronaca di una serata di ordinaria follia, trascorsa in un paio di sexy shops della capitale. Insomma, la seconda parte di questo...
"Viaggio nelle periferie dell'eros"
Partiamo dall'inizio, cioè dalla 'ricerca' dei suddetti negozietti. Mica pretenderete di camminare fischiettando per le vie romane e trovarvi di fronte una vetrina con un bel cazzo finto infilato in un manichino vestito sadomaso, come invece può capitarvi a Londra!! Nossignore! Neanche per idea. Qui la ricerca parte da lontano. Dai motori di ricerca, innanzitutto, ma le pagine di pubblicità di siti porno che si aprono sono troppe (li conoscevo già, tra l'altro), e i risultati tutto sommato scarsi. Quindi ripiego sulle care, vecchie, ingiallite pagine gialle. Anzi, meglio, sulle pagine utili (ricordate questo particolare, in seguito sarà importante) su cui ve ne sono di più. Il primo passo è fatto. Ci sono ben tre pagine alla voce "sexy shops". Indi, selezionati tre indirizzi sulla base della vicinanza alle stazioni metro, mi avvio, in questa fredda (gelida) giornata di febbraio, per soddisfare le vostre più morbose curiosità.
Calmi, calmi, asciugate la saliva. Non sono andata da sola. Ho invece scelto un accompagnatore ad hoc nella mia lunga lista di attesa (pare vero!) e quindi, armati di notevole faccia tosta e morbosa curiosità (la vostra, sempre) siamo partiti.
Dicevo, la ricerca. Dopo averlo trovato, va *localizzato*, un sexy shop. E localizzare un sexy shop a Roma, pur disponendo di via e numero civico, non è affatto facile. Potresti passarci davanti 300 volte e non vederlo. Solitamente il portone è anonimo, il nome invisibile, l'insegna inesistente. Li riconosci solo dall'adesivo della Visa ben in evidenza. Il fato comunque ha voluto che entrambe le volte sia stata io a vederlo, dopo aver azionato la supervista. Risatine d'obbligo, occhiate circospette intorno, poi ci decidiamo e suoniamo l'odiato campanello. Perché odiato? Dico io: va bene, siamo in Italia, paese di santi, viaggiatori ecc ecc, non ci sono più le mezze stagioni, ci siamo sorbiti pure il giubileo ecc., e quindi tutto deve essere perfettamente anonimo e non dare nell'occhio. Perfetto. Capisco quindi il nome scritto in courier 8, nero su sfondo blu e capisco i gradini da scendere come i gironi dell'inferno per accedere al negozio.... Ma se poi per entrare bisogna premere un pulsantino che tira fuori un urlo gracidante a 30000 decibel, ai voglia a non farti notare dai passanti!! Nota bene. Il 100% dei negozi visitati oggi aveva lo stesso, odiato, rumoroso pulsantino! Per fortuna (almeno quello) ci aprono subito, ed entriamo nel primo sexy shop.
Signora alla cassa, bene, bene, mi sento più a mio agio. Cominciamo a sbirciare fra la montagna di videocassette dai nomi pieni di fascino e dalle immagini sottilmente allusive. Una di queste in particolare ci attrae per la sua classe: "POMPINI" è il titolo. Altri più scontati, come "Troie in calore" o "Maschioni in perizoma" ci annoiano a tal punto che rivolgiamo la nostra attenzione all'esposizione di cazzi finti ecc. Piuttosto piccola, nota il mio collega che ha visto altri due sexy shops nella sua vita, e che quindi ha una comprovata esperienza nel campo. Io, fiduciosa nonostante tutto, comincio il giro su me stessa, che mi permetterà di vedere tutte le vetrine, e starnutisco per la polvere.
Innanzitutto, ve la risparmio, c'è la solita trafila di cazzi di tutte le dimensioni e forme... Va beh, non ve la risparmio, se no che ci sono andata a fare! Dunque, ci sono cazzi bianchi, neri o colorati, rugosi o lisci, con palle o senza, morbidi o duri, con vibrazione o senza, da tasca o grandi come un braccio della portinaia di casa mia. Questo in generale.
Poi sono da segnalare alcune chicche di assoluto valore, come la riproduzione fedele 1:1 del braccio della signora Adelma (sempre la portinaia) con tanto di pugno chiuso, oggetto del quale io e il mio collega abbiamo cercato disperatamente di scoprire l'utilizzo, senza successo. Avevamo però avanzato alcune ipotesi: bussare alle porte senza farsi male alle nocche? grattarsi la schiena nella vasca da bagno? comoda mazza da cricket? utile arma di difesa per signorine? Il dubbio è destinato a rimanere insoluto. Già più evidente invece, il ruolo del cazzetto finto a forma di rossetto, da portare con non-chalance nella borsetta. Molto glamour. Idea simpatica anche quella del cazzo con espansione di memoria, utile per le double penetration (a questo punto ci si chiede dove debba essere infilato quello vero!). Da non sottovalutare i cazzi doppi per 'lesbiche senza speranza', stranamente lunghi (siamo sui 50cm). Molto più lunghi della somma di due cazzi normali...ma tant'è.
Sbirciando qua e là, sempre sotto l'occhio vigile della telecamera, adocchio però quella che in assoluto è la cosa migliore trovata qui, nel negozio n.1, chiamiamolo così. Ad attrarmi è la simpatica faccia da schiaffi dello stallone nostrano, il mitico Rocco Siffredi. E' lì che mi sorride, cazzo all'aria, dalla confezione di cartone di un fallo enorme...tanto enorme che...ma che diamine....guardo meglio e...eh si! Tanto enorme che sfonda la scatola!!!! La confezione di cartone infatti simula una rottura dovuta a dimensioni esagerate del contenuto, e la punta del fallo gommoso è lì che spunta dal cartone, in tutta la sua fierezza, ricoperto da un'igienica plastichina. Stu-pen-do.
Nel negozio numero uno, piuttosto piccolo, effettivamente, sono da rilevare poi solo un paio di fiche finte di mirabile fattura, nonostante alla sottoscritta rimanga sempre il dubbio di "dove" esse debbano essere poggiate per un comodo utilizzo. Una di queste riproduce anche l'ano, già dilatato, e una parte del sedere. Interessante oggetto, devo dire, per chi riesca ad utilizzarlo senza sentirsi Hannibal che si scopa l'avanzo della cena...
Mentre con il collega si discute sull'effettiva praticità della bocca finta con annessa pompetta da sottovuoto, il terribile campanello suona di nuovo. Attimi di imbarazzo. Poi sento una voce femminile, insieme a quella maschile. Ottimo, mi dico, un'altra coppia! E' proprio vero dunque che l'emancipazione femminile... le donne di oggi...e quanto siamo fiche... e via delirando. Insomma ero già partita con una delle mie solite pippe mentali che sento la voce di lei dire: "Salve, signora, siamo delle Pagine gialle..." Mi cascano le palle. Ok, non le ho, ma le posso prendere in prestito da uno di questi cosi qui intorno, che problema c'è! Ingoio stoicamente la delusione. Entrambi comunque incuriositi decidiamo di origliare, avvicinandoci un po' troppo alla parete e al manichino vestito di lattice appoggiato lì, che ondeggia spaventosamente. Lo agguantiamo in tempo, poi ci mettiamo ad ascoltare. (Per dovere di cronaca devo dire che il mio compagno, con tempismo perfetto, ha approfittato dell'oscillazione per sfiorare la fica polistirolica del manichino, ricoperta dal lattice. Con notevole soddisfazione di entrambi, a quanto dice.)
La faccenda poco più in là si fa interessante. I due rappresentanti cercano di convincere la simpatica signora del negozio che le pagine gialle hanno un tot % di utenti in più delle altre, ma lei sembra irremovibile. Ha l'annuncio solo sulle pagine utili e le va bene così. (La sottoscritta può confermare questa versione dei fatti, se necessario). I due sono costretti a ritirarsi con la coda fra le gambe. Non hanno comprato manco un vibratore, cafoni! Dal canto nostro, pur non avendo comprato nulla ugualmente, cerchiamo di approfittare della confusione per defilarci. Ma la signora ti deve comunque aprire la porta, inutile illudersi di passare inosservati.
Leggermente delusi dalla piccolezza del negozio, ma rinfrancati dalla visione del cazzo di Rocco (io) e dalla palpata al lattice del manichino (lui), ci avviamo verso la metro. Il prossimo obiettivo ci aspetta.
Il negozio numero due è invisibile quanto il primo. Forse anche di più. Soprattutto è ubicato di fianco ad una cornetteria in piena attività ed affollatissima di ragazzini vocianti con le labbra sporche di crema. Quella vera, maliziosi che non siete altro!
La pericolosità della situazione rischia di far saltare tutta l'operazione. Poi, ricordando i nostri doveri di cronisti in prima linea, e le aspettative di voi tutti, decidiamo di sacrificare la nostra rispettabilità e suoniamo velocemente, rischiando di essere riconosciuti da qualcuno. UAAAARGHHH! Neanche fossi la prossima cliente di Dylan Dog. Ci aprono, scendiamo le solite scalette ed entriamo, incolumi. Il negozio è molto più grande del precedente, almeno due sale, che poi scopriamo essere tre. Gaudio. Pareti ricoperte da centinaia di videocassette. In mezzo alle stanze, enormi vetrine contenti numeri spropositati di cazzi finti, bocche finte, fiche finte e quant'altro finto. Qua forse troveremo ciò che cerchiamo. Ooops! Questo non dovevo dirlo...
Tornando a noi. Fra centinaia di falli di gomma appressati sugli scaffali polverosi (un affollamento del cazzo, lasciatemelo dire), ci salta subito all'occhio anche un raro esempio di fallo semovente. Beh? Che c'è di strano, direte voi, vibrano quasi tutti! Ed è qui che vi volevo... La vibrazione è roba vecchia, ormai è passata di moda. Banale. Vibrano anche le spazzole, figuratevi! Il cazzo del futuro, invece, si muove! Sissignore!...la base resta ferma, il resto fa tutto un movimento rotatorio molto ampio, estendendosi e ritraendosi anche un pochino... A vederlo sembra un lombrico preso per l'estremità. Tutta un'altra cosa, insomma, provare per credere. (Poi mi raccontate).
Veniamo quindi distratti dal reparto sadomaso, nel quale spiccano dei favolosi stivali lucidi a mezza coscia con le stringhe, arrapantissime a quanto pare, che partono all'altezza della caviglia. Raccomandata l'allacciatura a partire dalla sera prima dell'utilizzo. Raccomandata anche la vendita della macchina prima dell'acquisto, visto il costo dei suddetti. Interessanti anche le manette (con pelliccetta rosa o senza), le catene di ferro collegate a due pinzette nere, utilissime per stendere i panni con vento a forza 9 (altro utilizzo non c'è venuto in mente), la pallina da mettere in bocca per zittire una compagna o un compagno dalla conversazione poco interessante, e gli anelli da pene (della serie zitto e soffri, ma perfetti come regalo di fidanzamento originale).
Altro reparto interessante è quello delle famigerate "palline". Da non confondere con gli scacciapensieri orientali, che vengono fatti roteare nella mano come passatempo, queste palline devono essere invece inserite, con cautela, nell'apposito pertugio, e ivi lasciate a maturare per un tempo variabile a piacere. Pratiche quelle vaginali (2 ma di discrete dimensioni) utili quelle vibranti (con alimentatore da applicare dietro la schiena) perverse quelle anali (5 o 6 ma di dimensioni minori. Dio ti ringrazio.) Sullo stesso scaffale fa bella mostra di sé anche la famigerata e ricercatissima crema lubrificante KY: 36.000 lire, per la cronaca. Da utilizzare con il conta gocce.
Mentre siamo chinati per terra, letteralmente estasiati dalla scritta "glows in the dark" sulla scatola di un fallo di gomma, ecco che alle mie orecchie giunge un'altra voce femminile. Oh, gioia, tripudio e gaudio, allora è vero! Lo dicevo io che l'emancipazione femminile.... e le ragazze d'oggi finalmente...e cazzo, era ora che anche le donne....ecc ecc.... La tipa parla a voce leggermente troppo alta, si vede che è imbarazzata, e sembra comandare il suo compagno a bacchetta "No no...qui non c'è!" dice lanciando una brevissima occhiata alla stanza in cui ci troviamo noi. Cacchio, mi dico, come fa a saperlo? Noi siamo qui da due ore, ci manca da spulciare ancora l'ultimo metro di vetrina ma non abbiamo certo perso le speranze: quello che cerchiamo potrebbe essere fra gli 800 oggetti rimanenti...la densità della mercanzia esposta, infatti, rasenta il fallo per cm quadrato! Ma lei, la tipa, appare sicura di se, e trascina il malcapitato da un'altra parte. Nel frattempo le do un'occhiata. Non è niente male. Biondina, capelli a caschetto, un bel peperino...che cazzarola starà cercando. Già me la immagino armata di doppio fallo che penetra il timido compagno, con frusta e manette e tutto il necessario... Poi finalmente si spiega "Sa, dovremmo fare un regalo ad una nostra amica, uno scherzo, però...qualcosa di spiritoso...." Mi cascano di nuovo le palle. Non è possibile!! Neanche questa è entrata per cercare qualcosa per se stessa...ma allora, le donne, l'emancipazione...il sesso...sgrunt!
Travolta dalla delusione mi riimmergo nelle vetrine sovraffollate di oggetti, alla disperata ricerca del famoso "pene d'ebano". Scherzo.
Mentre passiamo da una stanza all'altra traversando stretti corridoietti tappezzati da videocassette (ordinatamente divise per generi), noto con un pizzico di malizia l'imbarazzo degli uomini presenti. Sono io che li metto in imbarazzo. Infatti un conto è guardare la copertina di "Porche assatanate si fanno inculare selvaggiamente" circondati da uomini altrettanto maialini, un conto è avere su di sé lo sguardo (il più possibile neutrale, ve lo giuro) di una ragazza! L'imbarazzo comunque si fa cocente soprattutto in un paio di situazioni: quando si guarda lo stesso oggetto nella vetrina, oppure quando ci si scambia di posto dopo aver esaurito il proprio lato dello scaffale....ci manca solo che ci si consigli il prodotto migliore sulla base della propria esperienza e siamo a posto!
Fra gli avventori del negozio noto un paio di signori sulla 50ina e un ragazzo ancora con il camice bianco da lavoro sotto il cappotto. Mi viene il sospetto che sia un cuoco della vicina cornetteria! Eh si! profuma pure di dolce! A guardarlo bene non è affatto male, neanche lui. Biondo, un bel viso, no...niente male davvero, anzi, decisamente bello! Ha comprato delle palline vibranti...per la sua ragazza, sicuramente. E anche un DVD multiangolo, di quelli in cui puoi decidere da che parte guardare lei che incula lui con il fallo di gomma...che tenero. Mettono tenerezza questi ragazzi d'oggi che invece dei fiori o dei cioccolatini ti portano l'ultimo modello di palline anali o il perizoma col buco. Chissà, forse è il loro primo anniversario di fidanzamento...quasi quasi mi viene da piangere. A dire il vero quasi quasi mi viene da farmelo, il cornettaio. Ma questo esula dallo scopo di questa recensione per cui non mi ci soffermo più del dovuto.
Lo scaffale del vestiario è ben fornito. Mutande di tutti i tipi, da quelle con pelo rosa 'per lei' a quelle con pelo rosa 'per lui'. Non mancano spiritosi slip a forma di muso d'elefante, con proboscide da riempire opportunamente. Idea da non sottovalutare neanche quella delle mutandine di plastica nera. 20.000L. al cm quadrato, ma per fortuna di stoffa ce n'è poca. Ancora meno abbordabili come prezzo, ma consigliati per un regalo importante (anniversario di matrimonio, nozze d'argento...) anche le tutine interamente in materia plastica, o a rete larga. Molto larga. Potrete penetrarlao senza levargliela. Decisamente intriganti anche le divise da infermierina-supersexy, o da cameriera -ninfomane da abbinare ai clisteri e via dicendo.
Ed eccoci finalmente arrivati all'ultima vetrina, quella nella terza stanza. E' qui che ci aspetta la sorpresa finale. L'oggetto che mai, mai e poi mai avrei immaginato potesse esistere. Ma andiamo con calma.
Fra fiche finte con pelo di diversi colori e bocche finte che sembrano ventose per sturare il lavandino viste da sotto, ecco che fa bella mostra di sé anche una confezione all-in-one. Per gli indecisi cronici non c'è nulla di meglio. La scatola è grande come quella di un modellino del treno comprensivo di 6 metri di binario e passaggio a livello ma dentro, adagiati nel polistirolo, ci sono: un vibratore, 5 o 6 bizzarre coperture gommose da applicare al suddetto vibratore (la più curiosa ha una specie di manina con le dita piegate proprio in cima, raccomandata per i fastidiosi pruriti intra-vaginali) le solite due palline vaginali, quelle anali, uno stimolatore clitorideo (i-den-ti-co a quei cosi di gomma che si danno da masticare ai bambini quando gli stanno spuntando i dentini!) e qualcos'altro che non ricordo. Il tutto ha un aspetto leggermente scadente, la gomma non sembra delle migliori (di quelle che ti rimane l'odore di lattice per qualche mese appiccicato addosso) ma se non sapete da che parte cominciare, è il kit che fa per voi.
Mentre discuto con il mio collega, ormai arrivato alla frutta, sulla oggettivamente difficile dislocazione di uno scatolone simile in casa, ecco che l'occhio mi cade sulla meraviglia che vi ho anticipato poco sopra. E' in alto, sull'ultimo scaffale. La scatola è abbastanza anonima, e non avrebbe mai attirato la mia attenzione se non ci fosse stata la figura di un uomo nudo che tiene fra le mani, proprio sotto al pene eretto, una sorta di scatola bianca. Incuriosita mi sollevo in punta di piedi per capire meglio cosa diavolo possa essere. Le scritte in inglese non facilitano il mio compito. "Exactly the same" dice una: esattamente lo stesso... di cosa? "Do it yourself" dice un'altra: fattelo da solo... ma cosa?? Entrambi troppo orgogliosi per chiamare il proprietario e farci spiegare, io e il mio esimio collega cerchiamo di interpretare la funzione del curioso oggetto. La scatola che ha in mano l'uomo della foto sembra, osservata con più attenzione, un mattoncino bianco, ma vi è impressa sopra la forma di un cazzo. "Instructions inside" Istruzioni all'interno...leggo. I pezzi cominciano piano piano ad andare al loro posto. Formuliamo le prime ipotesi, ancora lontani dalla soluzione. Poi, lentamente, aiutandoci a vicenda, in un crescendo di stupore ed eccitazione, il contenuto della scatola, anzi, del kit, ci diventa sempre più chiaro. Finché, ad un certo punto, riceviamo l'illuminazione e la Verità ci abbaglia, ci stordisce con tutta la sua potenza.
Quello che l'uomo in figura ha in mano è... uno stampo!! Uno stampo per il cazzo! "Costruisciti da solo il tuo fallo di silicone! _Esattamente uguale_ a quello del tuo partner. Asciugatura rapida, non tossico, tutti i materiali necessari inclusi". !!! Ora è tutto chiaro!! Non avete ancora capito come tutto ciò possa funzionare?? Siete fortunati perché, dopo lunghi studi e ancor più lunghe discussioni, siamo arrivati ad una ricostruzione, seppure imprecisa, delle "istruzioni per l'uso" di questo, lasciatemelo dire, _meraviglioso_ oggetto. Ve la trascriviamo, giunti ormai al termine del nostro resoconto, sperando di fare cosa gradita, e fiduciosi nell'aiuto di chi dovesse avere informazioni più precise.
<Al culmine dell'eccitazione, poco prima che il volonteroso modello venga (attenta/o a non farlo venire altrimenti devi ricominciare tutto daccapo), appoggia il lato aperto della scatola al suo ventre, in modo che il pene vi risulti all'interno. Versa il composto che hai ottenuto nella scatola fino a che la sostanza bianca e appiccicosa ricopra l'organo per metà. Non curarti delle sue lamentele. Aspetta immobile non so quanti minuti continuando a dirgli un sacco di porcate per non farglielo ammosciare che se no lo stampo non viene bene. Se riesci a fare tutte queste cose sei a buon punto. Non siamo riusciti a capire se tutto questo vada ripetuto per l'altra metà dello stampo. Diciamo di si. Alla fine comunque estrai il pene del tuo compagno dal mattoncino semi-solido, e lascialo asciugare per bene. Il mattoncino, non il pene. Quello non ti serve più ormai, puoi disinteressartene. Prendi lo stampo e mettilo in forno per qualche minuto cercando di non ricevere ospiti e di non servirlo al posto della torta di pinoli. Quando gli stampi sono pronti unisci le due metà. Estrai la busta B contenente il silicone e versalo delicatamente nell'apertura corrispondente all'attaccatura del pene. Lascia asciugare. Se vuoi fare prima metti il tutto in forno a 150°C per una decina di minuti, ma anche stavolta attenzione a non servirlo al posto del cotechino. A questo punto, se tutto è andato come doveva, miracolo dei miracoli....hai l'esatta copia del pene del tuo uomo (o tuo, se hai fatto tutto da solo)!!! In pratico ed igienico silicone!!! Puoi utilizzarlo quando vuoi senza doverlo smanettare smadonnando per farlo diventare duro, non avrà mai cattivi odori, puoi portarlo con te nei viaggi per alleviare la nostalgia, puoi mostrarlo alle tue amicheamici vantandoti delle sue dimensioni, ma soprattutto, soprattutto... esso non si ammoscerà mai. Mai! Dimenticavo: puoi anche chiedere al tuo ex superdotato di prestarsi come modello per il tuo stampo! Eccezionale, no??>>
Cari amici! Il tempo a nostra disposizione è purtroppo scaduto ed è a malincuore che debbo lasciarvi... Come dite? Se ho poi trovato quello che cercavo? Ah, si. Era appeso al muro vicino alla cassa. L'ho visto per miracolo mentre, a testa bassa per la delusione, ma forte delle nuove conoscenze acquisite, stavo per risalire le scale degli inferi e tornare alla luce del sole. Ero davvero felice, dovete credermi! Mi sono anche fatta un cornettaio... hem! un cornetto, per festeggiare...!
Da Roma è tutto, arrivederci alla prossima puntata. giulia, e il misterioso collega, in diretta per "Viaggio nelle periferie dell'eros".
Data creazione: 19/01/2007 @ 14:26
Ultima modifica: 19/01/2007 @ 14:26
Categoria: 2001|Racconti
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