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2001|Racconti - Le tre facce della medaglia

27.05.01


Maria torna a casa tutti i giorni più o meno alla stessa ora, intorno alle 7 di sera. La vedo dalla finestra mentre scende dall'autobus, semplice e pulita, come è sempre stata.
Oggi è rientrata più tardi perché è mercoledì, ed è giorno di spesa. Vado dietro la porta, aspetto che infili la chiave nella serratura, che apra la porta. Ha un modo tutto suo di girare la chiave. Prima veloce e poi, quando sente che sta per scattare la serratura, rallenta. Mi piace come apre la porta.

Ecco che chiude piano l'uscio. Cammina carica di spesa a passi tanto leggeri che non riesco a sentirla. L'ho vista dalla finestra. Porta 4 grandi buste. Devono pesare parecchio. Va in salotto, come prima cosa. Sempre. Io sono già li, con l'orecchio attaccato alla parete.
Saluta il marito stravaccato sul divano. Almeno immagino che lo sia, perché sento la televisione andare tutto il santo giorno. Maria lo saluta sempre con "Ciao amore". Ha una voce bellissima, un po' roca.
Lui le grugnisce qualcosa che non sono mai riuscito a capire, sempre la stessa cosa, poi le chiede di portargli qualcosa. Di solito un birra. Oggi le ha chiesto del vino. Quello che si è caricata su per le scale immagino, per lui.

La sento rispondere sussurrando. Credo che dica "Si amore", come una volta. Ma ogni giorno il suo bisbiglio si fa più sottile, e fra poco non riuscirò più a sentirlo. Come i suoi passi.

La seguo attraverso il corridoio, al di qua della parete, e vado subito in bagno. So che andrà li, dopo aver posato la spesa sul tavolo della cucina e avergli portato il suo vino. La sento aprire l'acqua della doccia, posare dei flaconi sulla mensola di plastica.
Se mi concentro, mi pare di sentire il fruscio della stoffa sulla pelle, mentre si spoglia. Ma devo concentrarmi parecchio.

Il rumore dell'acqua diventa ovattato. Ha chiuso il box doccia. Posso immaginarla mentre si lava, mente si passa la spugna sul corpo.
Mi sbottono i pantaloni. Mi eccito sempre a questo punto. Immagino il suo corpo lucido, le sue mani. A volte immagino che si masturbi sotto la doccia, una volta ho sentito un gemito, o almeno mi è parso di sentirlo. Rallento i movimenti della mia mano, la testa poggiata sul muro che mi sta di fronte. Non posso venire adesso.

Finalmente il rumore si ferma. Adesso si sta asciugando. Ogni tanto accende il phon, per qualche minuto. Forse i capelli raccolti sulla nuca le si sono inumiditi.
Va in camera da letto, e io la seguo. Appoggio l'orecchio, voglio immaginare bene il rumore della spazzola fra i capelli, della vestaglia di nylon che indossa a pelle. Sarà profumatissima, ne sono certo. Nella busta dell'immondizia ho trovato la confezione del suo bagnoschiuma. Me lo porto sempre a lavoro, e lo annuso quando mi viene in mente lei. So che profuma di quello.

Torniamo in cucina. Ascolto i suoni che fa mentre mette via la spesa, mentre cucina. Immagino le sue mani muoversi leggere fra le pentole. Ne approfitto per farmi un panino anche io. Prosciutto e formaggio. Uno dei pochi momenti che condividiamo.
Ecco che arriva il marito. Accende la televisione anche in cucina. Io vado a lavarmi per la notte. Con quel rumore non riuscirei a sentire nulla, comunque.

Mentre mi faccio il bidè mi devo per forza accarezzare. Lo insapono a lungo, ma mi costringo a smettere. Non è ancora il momento.
Guardo l'orologio, devo sbrigarmi, ci metto sempre troppo a lavarmi. Nel cassetto del comodino ho un sacco di roba sua. L'ho recuperata dalla spazzatura, come il bagnoschiuma. Calze bucate, mutande, reggiseni consunti. Persino una sottoveste. Prendo quella.

Mi avvicino al buco che ho fatto nel muro, guardo dentro. Lei ha bucato la tela del quadretto appeso dall'altra parte, per me. L'ho vista, mentre lo faceva, seduta aggraziata sul letto. Credo che il buco sia impossibile da vedere. La stanza è ancora vuota. Eccola che entra - Mio dio come è bella - Ecco l'orso.

Maria si leva la vestaglia, la ripiega con cura sulla sedia e si sdraia sul letto, completamente nuda. Ho solo pochi secondi per ammirarla senza lui di mezzo. Abbasso con difficoltà i pantaloni del pigiama. Mi tocco.

Quando arriva lui, provo il solito lieve disgusto. Lei è così piccola, delicata, candida. Lui è grosso, alto, e il suo pene ha un colore vermiglio quasi osceno.
Arriva vicino al letto menandosi il cazzo con una mano. Con l'altra le apre le gambe e resta li a guardarla aspettando che gli diventi duro. La posso vedere bene adesso, ha una fica così bella che mi sembra di perdermici.
Cerco di non accelerare i miei movimenti.
Aspetto che lui le sia sopra. Porto la sua sottoveste alle labbra. E' morbida e setosa, come deve essere la sua pelle.

L'orso sta pompando dentro di lei, la bocca deformata in una smorfia. Lei ha il volto girato verso di me, e mi guarda. Sa che ci sono. Sa che la guardo tutte le sere, da anni, mentre si fa sbattere da suo marito. A me piace vederla così, un po' succube. Mi piace lo sguardo spento che ha. Mi eccita vederla inerme sotto quella massa di muscoli.

Mi guarda seria. Non mi ha mai sorriso. Aspetta che lui venga, grugnendo. Poi lui le molla un bacio sulle labbra, girandole a forza il viso. Aspetta che se ne vada in bagno e appena sente la porta chiudersi, allunga una mano e si tocca. Questa è la parte che mi piace di più. Ho la testa piena di lei, della sua immagine. Lei mi guarda mentre si tocca.

A me sembra bellissima.

Non riesco più a controllarmi, prendo un lembo della sottoveste e mi ci avvolgo il cazzo. Mi masturbo così, furiosamente, guardandola.
Veniamo quasi sempre insieme. Lei nel silenzio più assoluto. Io gemendo il più forte possibile.

Vorrei che mi sentisse, attraverso queste pareti di cartongesso. Vorrei che sapesse quanto mi fa godere. Non lo so, se mi sente.

Mentre riprendo fiato osservo la sua immagine che si avvicina ingrandendosi sempre di più, finché vedo solo la sua pelle. Poi niente.

Le basta un piccolo gesto, un'oscillazione del quadro, per chiudere il mio spiraglio. Ma non me la prendo. E' giusto così. Lei ha la sua vita.
Io non ho più la mia, ma mi va bene così.



- Credi che questa storia dovrà andare avanti ancora per molto, Maria?
- Mi pare che ne avevamo già parlato, no?
- Si, è vero, ma puoi rispondermi ugualmente.
- Ti da fastidio?
- No, in realtà no. Lo sai che alla fine mi eccita.
- Eccita anche me, parecchio, ma non è per questo che lo faccio...
- Lo so, ti fa pena.
- Appunto.
- Non dovrebbe. E' una persona come un'altra.
- Non è vero.
- Si che lo è.
- No, non lo è! Sta su una sedia a rotelle da quando è nato! Non ha mai avuto una donna in vita sua, vuoi lasciargli almeno questo??
- Questo cosa? Spiarti dal buco della serratura? Farti eccitare senza neanche saperlo?? Stai alimentando le sue ossessioni, lo capisci? Ti ha mitizzato ormai! L'ho visto frugare nella nostra spazzatura!! Qualche anno fa non era così, non puoi negarlo.
- Io lo faccio solo per lui, cosa credi!
- Credo che tu lo faccia solo per te stessa! Ecco cosa credo.
- Che cavolo stai dicendo?
- Lo fai perché così ti senti buona! Fai la tua buona azione quotidiana e credi di aver risolto il problema! Pensi di meritare una medaglia al valore??? Non è questo quello di cui ha bisogno, credimi!
- Che cazzo dici, Giorgio! Io sono l'unica cosa positiva della sua giornata di merda, lo vuoi capire??
- Ma chi ti dice che la sua giornata sia più merdosa delle nostre, eh? Io sto tutto il giorno chiuso in casa a fare rassegne stampa dei telegiornali! Appassionante vero? Roba da morirci di noia. E tu? Tu fai la schiava di un dentista che non ti lascia neanche fare un'otturazione! Cazzo hai studiato 6 anni per fargli il caffè con poco zucchero! Brava, bella vita!
- Già, sarà anche così, ma noi due possiamo decidere di cambiare le nostre vite se non ci piacciono, lui NO!
- VA BENE!! Se questo mette a posto la tua coscienza continuiamo pure! Scopiamo davanti a quel cazzo di buco tutte le sere, alla stessa ora, e ascoltiamo un povero scemo che si masturba dall'altra parte della parete!!!
- Non lo chiamare così!!!
- Sei tu che lo vedi così, Maria, sei tu! Io lo inviterei a cena e ci farei due chiacchiere da buon vicino di casa. E tu lo sai! Chissà, magari è pure simpatico! Sono anni che abita qui, e non mi ci posso neanche avvicinare!
- E' malato, Giorgio!
- No!! Non è malato, è disabile! Dio, comincio a non sopportare più questo tono da suorina che ti esce quando parli di lui. Ti manca solo l'aureola! La vuoi smettere di compatirlo??? Non ha bisogno della tua pietà!
- Però ha bisogno di masturbarsi guardandomi! Di provare un po' di piacere!! Io gli do solo quello che non può avere dalla vita!!
- "Che non può avere"??? E da dove ti viene tutta questa sicurezza, dimmi! Ah certo! La nostra santarellina, la nostra Madre Teresa di Calcutta lo sa perché è LEI che lo tiene legato a quel buco come un cane alla catena! Certo, che non potrà avere nient'altro dalla vita! Tu NON VUOI che lui abbia nient'altro, questa è la verità!!
- Vaffanculo Giorgio!!! E non urlare così che potrebbe sentirti...
- IO URLO QUANTO MI PARE!! Magari ci sentisse, così si renderebbe conto di che razza di stronza che sei!
- Tu non capisci un cazzo! NON CAPISCI UN CAZZO! Non hai mai...
- NO! SEI TU CHE NON CAPISCI UN CAZZO!! Non capisci che è diventato un fantoccio nella tue mani! Ti diverti a fare la regista della sua vita!! Gli fai trovare le tue mutandine odorose, i tuoi deodoranti usati! Ti fai vedere quando ne hai voglia da quel cazzo di buco che è diventato la sua finestra sul mondo, e poi glielo chiudi con un ditino quando ti sei stufata! BRAVA!!! Ti senti padrona delle sue emozioni? Fai bene, perché lo sei!! Ma a me questa storia non piace, non piace PER NIENTE!!
- SEI UN EGOISTA! Uno schifoso egoista! Tu puoi fottermi in tutti i modi che ti pare ma non puoi sopportare che uno come lui tragga un po' di piacere guardandomi!!
- Vuoi metterla così?? VA BENE! Mettiamola così! Mi sono rotto le palle di cedere la mia donna in subappalto a un altro! Ecco, sei contenta?? Non voglio che lui ti guardi, che si sborri sulle gambe mente IO ti fotto. Questo ti basta? Soddisfa le tue manie di protagonismo??
- Cos'è, il macho che è in te è andato in crisi??? Fai tutte queste scene perché sei geloso fradicio, ecco il punto! Di cosa poi!! Hai paura che uno povero infelice mi si scopi??? Che venga qua con la sua bella sedia a rotelle e mi salti addosso?? E con cosa!! Con quei due moncherini che si ritrova al posto delle gambe?? Con quel cazzo moscio che gli risponde a malapena????
- CHE CAZZO DICI!! Ma ti rendi conto di cosa stai dicendo??? Dio, io non ce la faccio più a sentirti parlare in questo modo! NON CE LA FACCIO PIÙ!!! Mi disgusti, cristo, mi fai venire il voltastomaco!!! Se vuoi continuare questa merdata fallo pure, ma non contare più su di me per questo squallido giochetto a TUO uso e consumo! IO MI SONO ROTTO I COGLIONI! Hai capito?? MI SONO ROTTO I COGLIONI!!! DI TE, DI LUI E DI QUESTA STORIA DI MERDA!!!!
- ...
- Esco a prendere una boccata d'aria....

SLAM!
(Come cazzo ho fatto ad amarti, una volta...come cazzo ho fatto....)



Data creazione: 19/01/2007 @ 14:23
Ultima modifica: 10/02/2007 @ 19:24
Categoria: 2001|Racconti
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