| 18.04.02
luisa chiuse gli occhi e cerco' a tentoni il cazzo. lo trovo' ancora assopito fra strati di acrilico, e storse la bocca. non c'erano tante cose piu' disgustose dei boxer sintetici, e questo doveva averne addosso due paia. o un paio molto grande. luisa inspiro' forte e cerco' di metterci passione, in quel movimento. si morse anche un labbro, nell'onesto tentativo di calarsi nella parte. ma avverti' una specie di grugnito provenire dal sedile del guidatore, e capi' che niente, neanche pensare a come si sarebbe volentieri inculata brad pitt, l'avrebbe eccitata.
si rassegno' dunque a un'altra sega senza senso, ma piena di vantaggi. il cazzo dell'uomo sintetico era gia' piu' vigile, adesso, meno appiccicoso, e muovere la mano diventava piu' semplice. non avendo il coraggio di fantasticare su di lui e sui calzini di filanca sottile che di sicuro indossava sotto la tuta, luisa si mise a pensare a cose serie. riflessioni di importanza vitale. cosa le mancava, cosa non aveva, di cosa non poteva piu' fare a meno; non era il momento adatto, quello, ma luisa comincio' a compilare mentalmente la lista della spesa.
la mano andava da sola, ormai, alimentata piu' dall'idea dell'ultimo tipo di assorbente ultra sottile con ali vive e profumo di fica, che dall'effettivo atto sessuale che andava facendo. e che faceva ad arte. luisa era perfettamente in grado di far venire un uomo in un paio di minuti, con la sola imposizione delle mani. bastava solo che ci si mettesse di impegno, e che le venisse quel languorino fra le gambe, quella voglia di qualcosa di buono.
niente di tutto questo stasera, naturalmente, ma lui, l'uomo, era gia' venuto, trascinato da una violenta incredulita' e da una ancor piu' violenta astinenza. che disdetta pero', non aveva neanche finito di passare in rassegna i vari ambienti della casa, con relative inutilita' da aggiungere alla lista mentale.
luisa era seccata da questa eiaculatio precox, ma un lavoro va cominciato e finito, questo le diceva la sua coscienza. cosi' senza ancora aprire gli occhi puli' il cazzo e lo incarto' in un fazzoletto a due veli, infine lo abbandono' alla sua sorte di moscezza e filmetti porno, affondandolo nell'acetato nero.
l'uomo dalle scarpe comsumate e dal boxer frusciante e fuori misura respirava pesantemente. mentre apriva lo sportello luisa decise, in un impeto di carita', di regalargli almeno un sorriso. sorriso che ando' pero' sprecato contro il sonno post eiaculazione del caporeparto, il cartellino di identificazione ancora appeso alla camicia, il nome insulso, mario rossi, che ancheggiava sotto il marchio ipercoop.
luisa si aggiusto' la gonna, si annuso' la mano, si puli' con un fresh and clean caldo che aveva tenuto in tasca, e si avvio' verso l'entrata. la spesa della settimana val bene una sega.
Data creazione: 18/01/2007 @ 19:35
Ultima modifica: 18/01/2007 @ 19:37
Categoria: 2002|Micro
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