| 10.11.02
Non dovevo fare altro che aspettare. Stavo discretamente comoda, semi-sdraiata su una poltrona bassa. L'arancione che dominava l'arredamento era rilassante, anche con la luce fioca avevo intravisto un raffinato copriletto di organza rossa e delle tende di seta cruda. Lui sapeva che ero li, seduta accanto al letto, ma non mi aveva ancora visto. Voltai lo sguardo e lo studiai. Era nudo, inginocchiato sul materasso morbido, accucciato, il volto racchiuso fra le braccia. Guardai il profilo del suo corpo fermo da parecchio in quella posizione innaturale ed affascinante. Era come una piccola duna di carne, pulita e depilata. Le spalle chiuse, la schiena appena inarcata, le gambe raccolte. E il sedere... il sedere poggiato umilmente sui piedi, che immaginai freddi. Chiusi gli occhi e pensai ad altro, cercando di far passare il tempo, ma il suo respiro scandiva il tempo. Non potevo fare a meno di sentirlo, quel respiro, e mi diceva che l'uomo era teso, forse appena spaventato, ma eccitato. Tanto eccitato da avercelo duro. Ne ero sicura. Allungai un dito e gli sfiorai il gluteo, seguendone la forma. Un'onda di pelle d'oca gli increspò la schiena. Non dovevo fare altro che aspettare, e lui avrebbe aspettato con me.
Data creazione: 18/01/2007 @ 18:46
Ultima modifica: 18/01/2007 @ 18:46
Categoria: 2002|Micro
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