Il contenuto di questo sito è proprietà intellettuale di giulia e come tale è protetto dal dirtto d'autore. (legge n. 633/1941 C.C.)

L'usurpazione della paternità di testi ed immagini costituisce quindi plagio ed è perseguibile a norma di legge.

Recenti

Archivio

Altro

Contatti & utilità
Scrivi a giulia  Scrivi a giulia
Aggiungi ai preferiti  Aggiungi a preferiti
Segnala questo sito ad un amico  Segnala questo sito
Versione testo   Versione testo

Visite dal 17.03.07

 418552 visitatori

 12 visitatori online


2001|Racconti - La lettrice

25.11.01


<< Nell'entrare sotto quel verde cupo dove la luce scendeva come un'onda argentea, si respirava la freschezza tiepida della terra umida e un'aria densa di profumi. Era una sensazione strana, dolce, malefica e affascinante, di natura fittizia, snervante e molle. (*)>>

Teresa appoggiò il libro in grembo spostando lo sguardo dalle belle parole che aveva appena letto a voce alta, alla vecchia signora che giaceva nel letto di fronte a lei. Il suo sguardo era fisso nel vuoto, come sempre. Le mani rugose erano poggiate sul lenzuolo, nella stessa posizione in cui le aveva messe l'infermiera, un'ora prima. Non sembrava essersi accorta dell'interruzione.
- Le spiace se mi fermo un attimo, signora Matilde? Ho la gola secca... con questo caldo!
Senza aspettare la risposta la ragazza si alzò e si diresse in cucina, dove si versò del succo di frutta. Tornò nella stanza da letto arredata con mobili antichi e ormai tarlati. Poggiata allo stipite della porta sorseggiò il suo succo di frutta guardando la vecchia donna con affetto.
- Dicono che dovrebbe rinfrescare, a giorni. Sarebbe ora, non è vero? Questa afa non fa respirare - disse.
Poi si spostò verso la finestra e guardò fuori. Il viale alberato contornato da maestose case in stile liberty era deserto. Il fatto che quello fosse uno dei quartieri più esclusivi della città non bastava a risparmiarlo dal caldo di quell'agosto infernale.
- Guardi! La signora Cerrini si ostina a portare a spasso quel grosso alano tutta da sola... - commento' ad alta voce - un giorno o l'altro la fara' cadere, non le pare? E' piu' alto di lei!! E poi avra' anche lei i suoi anni, ormai... ottanta, non e' vero?
Come sempre neanche un gemito di assenso venne dall'anziana signora sul letto. Teresa vi era abituata. La signora giaceva ormai da un anno in quello stato, e da due anni Teresa veniva a farle compagnia per 4 ore al giorno.
L'aveva conosciuta quando ancora riusciva a comunicare, sebbene con notevole sforzo, e in uno dei loro pomeriggi insieme le aveva fatto capire quanto le mancasse la lettura. Lei si era subito offerta di leggerle qualcosa e da allora lo faceva tutti i giorni. Doveva essere stata un'assidua lettrice, la signora Matilde, perche' la grande casa era disseminata di libri.

Nei primi tempi, mentre leggeva, poteva scorgere la felicita' della donna negli occhi lucidi di commozione, nei piccoli cenni del capo con i quali accompagnava i passaggi che gradiva di piu'. Col passare dei mesi i cenni erano stati sempre piu' labili, le sue espressioni sempre piu' lievi fino a scomparire del tutto, ma Teresa credeva di vedere ancora quella stessa luce nei suoi occhi, e continuava imperterrita a leggerle libri su libri, con la sua voce calda e pacata.
I dottori dicevano che ormai non sentiva piu' nulla. Affermavano che non la vedeva neanche, che era praticamente un vegetale. Teresa odiava, letteralmente, quel modo di dire. Come se i vegetali non reagissero agli stimoli, come se non fossero capaci di rivolgersi ogni giorno verso il sole, di aprirsi e chiudersi, di riprodursi, di uccidere.
Lei sapeva che la signora Matilde la sentiva. Sentiva che il suo spirito era ancora vivo, intatto. Solo intrappolato da qualche parte.
E cosi' veniva tutti i giorni, quando finiva il turno dell'infermiera, e le raccontava della sua vita, dei suoi studi, della sua famiglia. La pettinava con cura, le faceva la manicure e le leggeva una trentina di pagine di qualche suo vecchio libro. Ogni giorno. Cercava per la casa quelli piu' consumati, quelli che avevano piccole macchie sulla copertina, o fiori fra le pagine. Era sicura che quelli fossero i suoi preferiti.
Teresa veniva pagata, e anche bene, per il suo lavoro. La signora non aveva di certo problemi economici, e con gli ultimi sprazzi di lucidita' aveva infatti lasciato per il proprio mantenimento una cospicua somma che veniva gestita dal suo notaio. Ma l'affetto che provava per quella specie di nonna acquisita era sincero. Non c'entravano i soldi.

Si rivolse verso il letto illuminato dal sole.
- Il libro sta finendo, signora Matilde, sarebbe bello sapere cosa vorrebbe che le leggessi, dopo...
Si sedette di nuovo nella poltrona accanto al letto.
- Va bene, non me lo vuole dire. Penso che ne comprero' uno nuovo, allora. Sono stanca di questi libri polverosi e ingialliti... bisogna stare al passo con i tempi!! Non le pare?
Attese qualche istante, come faceva sempre quando cercava di stimolarla con delle domande. Non abbandonava infatti la speranza di riuscire a toccare qualche tasto magico della sua mente, di suscitare una sua anche piccola reazione. Alla fine apri' il libro che aveva in grembo e ricomincio' a leggere.

<< [...] Un signore saluto' Susanna, un giovanotto alto, snello, coi favoriti biondi e un po' calvo, con quella particolare aria mondana riconoscibile ovunque. Giorgio ne senti' dire il nome: il marchese de Cazolles: e improvvisamente fu geloso di quell'uomo....>>

Era talmente immersa nella lettura che non senti' il campanello suonare la prima volta. Al secondo squillo salto' dallo spavento.
- Arrivo! - urlo'
- Aspettava visite signora? - chiese alla donna con fare malizioso mentre correva di la'.
Luigi la guardava con fare divertito dall'altra parte della porta.
- Che ci fai tu qui?? - disse incredula
- Sono venuto a farti compagnia... non ti fa piacere?
- Si, certo... solo che devo finire la lettura, non posso darti molta retta, sai come funziona qui.
- Certo che lo so, non ti preoccupare. Fammi entrare, dai, me ne staro' buono buonino a guardarti mentre leggi, con questa tua splendida voce - disse il ragazzo avvicinandosi per baciarla.
Teresa chiuse gli occhi per un istante, lasciandolo fare, poi si riprese.
- Dai, vieni di la'.
- Eccomi, signora, era il mio...fidanzato - disse soppesando le parole con attenzione - Luigi, se lo ricorda? Fatti vedere, Luigi!
- Ma dai, tanto mica mi vede!
- Non dire così! - urlo' sottovoce Teresa - vieni qui e salutala, subito.
- Va bene, va bene... - disse lui avvicinandosi e infilandole una mano sotto la gonna del vestitino leggero - come posso rifiutare qualcosa a questo sederino portentoso!
- Finiscila... - disse con un sorriso Teresa mentre si spostava indispettita ma anche divertita.
Si sedette, mentre Luigi salutava un po' imbarazzato la vecchia signora, poi prese il libro in mano e ricomincio' la lettura.
Dopo qualche battuta dovette interrompersi, perche' la mano di Luigi che le carezzava il collo cominciava a crearle qualche problema.
- Smettila, dai, non riesco a leggere! - sussuro' di nuovo.
Lui taceva, ma aveva sulle labbra un sorriso divertito che divento' ancora piu' malizioso mentre la mano scendeva a sfiorarle il seno.
Teresa si senti' vacillare.
- Basta!! - affermo' con poca convinzione. Le mani di Luigi avevano il potere di risvegliare immediatamente il suo desiderio e questa volta non faceva eccezione, ma gli sposto' la mano con uno scatto, cercando di ricordarsi dove era e cosa stava facendo.
Continuo' a leggere, ma il suo tono non era piu' cosi' fermo e tranquillo, anzi. Subiva notevoli sbalzi in alto, ogni qual volta Luigi, da dietro, le sfiorava i seni. La voce le manco' del tutto quando il ragazzo si chino' su di lei e le bacio' il collo, avvolgendole il seno con entrambe le mani.
- Dai, Luigi, smettila, per piacere...
- Non ci riesco. Sei troppo bella.
- Non puoi aspettare un attimo...? Fra 10 minuti ho finito, ce ne andiamo a casa tua, e...
Lui non le rispose, ma la mano scese piano sul suo ventre, andando a posarsi leggera sul pube.
Teresa non riusci' a trattenere un gemito. Abbandono' la testa all'indietro, ricevendo la sua bocca e la sua lingua.
Il libro giaceva ormai abbandonato sulle ginocchia della ragazza, scivolando piano verso il basso.
Teresa comincio' a desiderare la mano del suo ragazzo sotto lo slip, sul sesso, proprio li' dove sentiva di essere diventata turgida per l'eccitazione. Allargo' un poco le gambe, forse senza neanche accorgersene.
Quando senti' le dita di Luigi farsi strada fra la stoffa del suo vestito e gli slip, pero', qualcosa sembro' riportarla alla realta'. Si alzo' di scatto aggiustandosi la gonnellina nonostante questa, ampia e corta, non ne avesse alcun bisogno.
- Cavolo, devo essere impazzita! - disse guardando di sottecchi la vecchia signora. Il suo sguardo non era ovviamente cambiato; era immobile nella stessa identica posizione di poco prima, le mani ricoperte di vene posate leggere sul lenzuolo.
Teresa continuava ad aggiustarsi la gonna, come se questo potesse cancellare quello che era appena successo, ma Luigi non le diede il tempo di calmarsi.
- Dio mio, Teresa, tu mi farai impazzire, un giorno o l'altro - disse con il respiro affannoso stringendola a se'.
La bacio' di nuovo con passione e dopo i primi istanti Teresa si lascio' andare, godendosi quel bacio che le annebbiava le vista.
La passione cresceva in fretta, fra di loro, e anche questa volta le mani corsero subito a cercarsi. Lei gli sfiorava le spalle, il collo, lui le circondava i seni, le stringeva il sedere.
Teresa gemette, sussurrando qualcosa che nessuno dei due riusci' a capire.
Luigi la spinse con una certa violenza contro il muro e premette il bacino contro quello di lei, ritmicamente. Teresa era eccitatissima, adorava le maniere 'brutali' di Luigi. Adorava la sensazione di essere vittima della forza delle sue braccia, adorava la sua voglia impellente, i suoi modi bruschi. Era il contrasto, che le piaceva: sentirsi cosi' delicata fra le sue mani, cosi' femminile rispetto alla sua virilita', essere cosi' morbida e levigata e sentire la sua durezza. Tutto questo la mandava letteralmente fuori di testa.

Lo strinse piu' forte a se', in un muto assenso. Allargo' ancora un po' le gambe, facilitando l'accesso della mano di lui. Gli morse un labbro quando senti' la sua carezza, delicata nonostante l'eccitazione.
Le sue mani invece scesero veloci a slacciargli la cintura e i pantaloni. Fu lei ad abbassarglieli sotto il sedere, a stringerlo a se' premendogli sui lombi. Fu lei a circondargli le gambe con la sua, a spingere avanti il bacino supplicandolo, sottovoce, di metterglielo dentro. E Luigi non si fece pregare. Le abbasso' velocemente lo slip e la penetro' con delicatezza ma senza esitazioni, arrivandole fino in fondo. La prendeva dal basso verso l'alto, come sapeva piacerle di piu'.

Sorrise fra se' e se' quando la senti' gemere incurante di tutto e di tutti... era sempre la sua Teresa, il suo angioletto pronto a trasformarsi in pura lussuria, quando le si dava il 'la'. Sorrise e le tappo' la bocca con una mano, mentre la spingeva vigorosamente contro il muro. Sentiva l'orgasmo avvicinarsi veloce, non poteva resistere ancora per molto. Cerco' di distrarsi per aspettarla; penso' alla vecchia che era di fianco a loro, ma il pensiero di avere una spettatrice, benche' in coma, lo eccito' ancora di piu'. La situazione era decisamente intrigante, e non riusci' piu' a trattenersi.
Teresa percepi' il cambiamento nel ragazzo, e istintivamente comincio' a muoversi in contro tempo, andandogli incontro quando lui la penetrava.
Lo strinse forte a se' quando capi' che stava per venire. Il piacere che riusciva a darle in quel momento la faceva quasi singhiozzare. Lo incito' a modo suo, con le parole rotte dal desiderio, e pochi istanti dopo accetto' la sua furia e il suo seme.

Si ritrovarono entrambi ansanti, ancora abbracciati. Lei nascondeva il volto nella sua spalla. Lui, la fronte poggiata sulla parete dietro di lei tentava di riprendere fiato.
Quando si staccarono Teresa corse in bagno. Passata la follia del momento, un grande senso di vergogna l'aveva travolta.
Mentre si puliva del seme di lui, calde lacrime le rigarono il volto, insieme alla sensazione di aver fatto qualcosa di terribile, di irreparabile.
- Amore?
Luigi la chiamava da fuori.
- Tutto bene? - chiese aprendo un po' la porta del bagno.
- No.... non va tutto bene. Va tutto uno schifo - riusci' a rispondere lei fra i singhiozzi, seduta sulla vasca da bagno.
Il ragazzo le si sedete accanto, abbracciandola.
- Mi spiace, non sono riuscito ad aspettarti, adesso andiamo da me e ti sommergo di coccole...
- Non e' per quello!! - urlo' quasi Teresa scuotendo la testa - lo sai che non e' importante. E' per la signora... Dio, abbiamo fatto una cosa terribile....
- Accidenti, piccola, mi spiace che tu ci stia male, ma credimi, non avra' visto nulla, non avra' neanche sentito, siamo stati silenziosi... dai, non fare cosi'. I medici dicono che non percepisce nulla, lo sai e.... tesoro?
- Andiamo via, ti prego. Ho bisogno di uscire da questa casa - chiese Teresa alzandosi.

Rientro' nella stanza della signora Matilde a testa bassa, cercando la borsa ma evitando il suo sguardo fisso nel vuoto.
- A-arrivederci signora, a domani - sussurrro' per la forza dell'abitudine. Sentiva l'imbarazzo arrossarle le gote.
Le rivolse un'unica occhiata veloce quando era ormai sulla porta della stanza. Arrivo' di gran carriera a meta' del corridoio, poi qualcosa la blocco'.
Torno' indietro lentamente, infilo' la testa nel vano della porta e la guardo', stavolta con attenzione. E lo rivide. Non era frutto della sua immaginazione, non se l'era sognato. Era li', perfettamente visibile.
Sul viso della vecchia signora Matilde c'era un piccolo, immobile ma inconfondibile sorrisetto!


(*) tratto da: Bel-Ami - Guy de Maupassant



Data creazione: 18/01/2007 @ 18:34
Ultima modifica: 18/01/2007 @ 18:34
Categoria: 2001|Racconti
Pagina letta 2994 volte


Anteprima di stampa Anteprima di stampa     Stampa pagina Stampa pagina


Commenti:


Nessuno ha lasciato un commento.
Diventa il primo a farlo!



Questo sito contiene scritti EROTICI che possono contenere linguaggio esplicito e argomenti scabrosi.

Se pensi che ciò possa darti fastidio, non proseguire.

Newsletter
Per ricevere informazioni sulle novità di questo sito, puoi iscriverti alla nostra Newsletter.
Iscriviti
Cancella l'iscrizione
130 Iscritti

Immagini
giulia

Ricerca





Torna in alto


- le pagine di giulia -
progetto, realizzazione e proprietà intellettuale di giulia; disegno e grafica del titolo di Rachel Barnacle

Banner_micro.jpg


dal 20.03.07: