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2002|Micro - Il giusto regalo d'addio

19.03.02


Fisso lo schermo, il gatto rosso che ho scelto come sfondo, le icone inutili che dovro' cancellare al piu' presto. tento di non guardare il fiorellino lampeggiante, l'inequivocabile segnale della tua presenza.
ero qui che inserivo dati tranquilla, quando la finestrella dell'online alert si e' sovrapposta alla quantita' di ghiande per metro quadro. maleducata. potrei levarla cosi' da non sapere quando ti colleghi, ma non mi decido.

immagino che le tue mani stiano vagando veloci sulla tastiera alla ricerca di qualcosa in rete. forse stai pigramente sperando che prima o poi il mio nome cominci a lampeggiare, che la voce calda del programma ti dica che sono on line. ma non succedera'. tu non puoi vedermi, sono invisibile per te.
io invece voglio ancora sapere quando ci sei. voglio averti lontano ma vicino. sospirarti sul collo senza che tu ne ne accorga. versare due lacrime sulla tua felpa mentre continui a scrivere, ora che ti e' venuta voglia.

guardo il tuo nome. tu sei li', dall'altra parte del filo. immagino di giocare con te e con le nostre parole, come una volta. immagino che tu ce l'abbia duro sotto la tuta, per non si sa quale motivo. che ti stia toccando per alleviare la sensazione. non sei il tipo da masturbarti davanti al monitor, non lo farai neanche stavolta. neanche io sono il tipo, non l'ho mai fatto. ho sempre goduto dei nostri doppi sensi, dei complimenti, delle fantasie appena accennate. ma non mi sono mai toccata. non con te che mi rispondi pan per focaccia quando ti chiedo cosa stai pensando.

ma ora tu non ci sei. anzi, ci sei, ma non sai di esserci. stai ascoltando la tua radio perferita, stai giocando con qualcun'altra. infilo la mano sotto la gonna, mi accarezzo la pelle morbida delle cosce. solo un attimo, poi la riporto sulla tastiera, inserisco un altro k di dati. salvo, che non si sa mai. apro la finestrella del programma di chat, vedo che ci sei ancora. mi viene da piangere. la mano corre di nuovo sulla pelle, scosta lo slip senza tante cerimonie, cerca il clitoride ancora asciutto, mi da' conforto.

penso a quanto ti ho dato, a quanto tu non hai voluto. il mio dito sa come muoversi, sa dove premere, dove andare a raccogliere un minimo di umidita'. scorre meglio, adesso, il piacere si fa' piu' intenso. ma e' un piacere triste. toccarmi cosi', davanti al desktop. non l'ho mai fatto per nessuno, e in fondo non lo sto facendo neanche per te. e' solo un accompagnamento per i miei pensieri piu' neri, il giusto condimento per l'autocommiserazione che mi sommerge.

non ho paura di dare il mio corpo, di sputtanare la mia immagine. di uomini ne ho toccati fin troppi, e le foto dei miei pompini girano il mondo allegramente. ma a te non l'ho mai data quella foto, quella parte di me. avevo per te un dono piu' grande, un sentimento vero...

mi tendo all'indietro sulla sedia, ruoto velocemente le dita sul clitoride, cerco i punti dove il piacere e' a tratti dolore. abbasso lo slip con l'altra mano, penso a quanto ho messo in gioco. a quanto ho perso.
il tuo nome e' sempre nella sezione online. ci sei. devo sbrigarmi, devo venire prima che tu te ne vada. voglio godere di rabbia mentre penso a quello che hai rifiutato. a quanto sono stata stupida.
eccolo, l'orgasmo. arriva in sordina mentre fisso il tuo nome cosi' a lungo da farmi lacrimare gli occhi. bastardo, penso. fottuto bastardo. e' esaltante pensare a quanto mi hai fatto male. l'inquadratura nella mia mente scivola su di te che traffichi ignaro su siti pirata, poi torna sulle mie mani ormai contratte dal piacere. non riesco quasi piu' a muoverle, e l'orgasmo arriva nell'immobilita' totale. nell'attesa di un tocco gentile che non ci sara'. e poi mi scoppia nella testa, mi travolge i sensi, fa tendere allo spasmo i muscoli. infine cala, e solo adesso riesco a muovere le dita, ad accompagnare il piacere mentre se ne va, a prolungarlo fino all'insofferenza.

il respiro cambia ancora una volta. sento la fronte corrugata, il cuore pesante. il numero di ghiande per metro quadro mi fissa imperturbabile. accanto al tuo nome lampeggia il simbolo di un messaggio. ho le mani tremanti, ancora, ma riesco a dirigere il mouse sul quadratino giallo e a doppiocliccare.

<< tanto lo so che ci sei >>

eccola, l'affinita' che hai negato. il filo invisibile che hai rifiutato, il gioco che hai voluto vincere a tutti i costi. tanto lo so che ci sei. rileggo, rileggo, rileggo... mi viene da sorridere.
un piccolo, incerto sorriso dopo tanto tempo. e' solo l'ombra di quelli che riservavo alle tue parole, alle tue battute. ma e' un sorriso.
forse dovrei dirtelo. forse questo, e non il silenzio, sarebbe il giusto regalo d'addio.



Data creazione: 18/01/2007 @ 18:22
Ultima modifica: 18/01/2007 @ 18:45
Categoria: 2002|Micro
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